Kung: “Il Papa ha occultato i casi di molestie sessuali”

di REDAZIONE

Il passo indietro annunciato da Benedetto XVI e’ una buona notizia, perche’ ”cambiera’ il modo di guardare al papato”. Ma anche perche’ e’ il passo indietro di un papa che ”e’ stato coinvolto primariamente nell’occultamento dei casi di molestie sessuali”, quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

Non ha molti dubbi in proposito Hans Kung, teologo svizzero, sacerdote cattolico e noto, duro, critico del conservatorismo nella chiesa. Papa Ratzinger, secondo Kung, e’ stato responsabile del silenzio sulle molestie sessuali sui minori, predicato ai vescovi quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, proprio l’istituzione che revoco’ al teologo contestatore la missio canonica nel 1979 (anche per aver messo in dubbio l’infallibilita’ papale). ”Non si e’ mai pronunciato in proposito, ne’ ha biasimato i vescovi irlandesi. E non si e’ mai presentato dicendo di essere il principale responsabile per quella riduzione al silenzio”, ha detto Kung in un’intervista che l’emittente televisiva tedesca Phoenix trasmettera’ domani. Il teologo – contrario al celibato per i religiosi e fautore dell’ordinazione delle donne – si riferisce in particolare alla nota vicenda legata alla lettera De delictis gravioribus, redatta nel 2001 e indirizzata a tutte le gerarchie ecclesiastiche. Il testo, firmato proprio dall’allora prefetto Ratzinger, modificava un documento del 1962, il Crimen Sollicitationis, e in un passaggio affermava che i casi di delitti piu’ gravi, tra cui gli abusi sui minori, ”sono soggetti al segreto pontificio” nella normativa canonica.

Proprio per quella lettera nel 2005 Ratzinger – che Kung aveva conosciuto personalmente ai tempi del Concilio Vaticano II – fu citato in giudizio, da prefetto, per intralcio alla giustizia nell’ambito di un processo che si stava svolgendo in Texas, su tre casi di abusi su minori commessi da un seminarista colombiano. Benedetto XVI si avvalse allora dell’immunita’ diplomatica visto che nel frattempo era diventato papa, evitando di andare a deporre. Ma non e’ solo per quei silenzi che Kung vede con occhio molto critico il pontificato di Ratzinger: il papa ”ha preferito scrivere libri piuttosto che guidare la chiesa”, ha sostenuto il teologo. ”E se si considera quel che ne e’ venuto fuori, non ci si puo’ rallegrare. Fondamentalmente e’ stato un pontificato ‘in panne’ e pieno di occasioni mancate”. Per Kung – che e’ stato ricevuto ”amichevolmente” dal papa a Castel Gandolfo nel 2005, ha raccontato lo stesso sacerdote – l’immagine del mondo di Benedetto e’ ”limitata”: ”con lo spirito vive nel medioevo e non al tempo d’oggi”. Per questo lo studioso svizzero si e’ ”rallegrato” alla notizia delle dimissioni, felicitandosi per lo spirito di una decisione – per cui comunque ha detto di provare ”grande rispetto” – che ”cambiera’ il modo di guardare al papato”.

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