Kosovo: 5 anni di indipendenza tra poche luci e molte ombre

di REDAZIONE

Belgrado mira all’autonomia per i serbi del Kosovo e non intende abolire le proprie istituzioni in Kosovo senza aver prima stabilito con quali altre strutture saranno sostituite e senza garanzie internazionali. Lo ha detto il premier serbo Ivica Dacic, sottolineando che l’interpretazione secondo cui il governo propone l’abolizione delle istituzioni serbe in Kosovo e’ falsa. ”Il governo serbo intende rispettare la costituzione e la piattaforma approvata dal parlamento”, ha assicurato Dacic.

Il Kosovo, ex provincia serba che oggi festeggia il quinto anniversario dell’indipendenza, è uno dei paesi più poveri d’Europa. I leader della schiacciante maggioranza albanese proclamarono l’indipendenza il 17 febbraio 2008. Il paese a oggi è stato riconosciuto da 98 stati tra cui gli Stati uniti e gran parte del membri dell’Unione europea. La Serbia, appoggiata dalla Russia, si rifiuta di riconoscerne la sovranità.

A cinque anni dalla proclamazione unilaterale d’indipendenza, la situazione in Kosovo presenta ancora più ombre che luci, e se si registrano innegabili progressi nei rapporti con Belgrado grazie al dialogo favorito dalla Ue, corruzione, criminalità organizzata, disoccupazione e povertà continuano a condizionare in negativo la vita economica e sociale del piccolo Paese balcanico.

Il bilancio più positivo, e forse insperato, riguarda senz’altro i rapporti con Belgrado, migliorati notevolmente con il dialogo portato avanti negli ultimi mesi dalla nuova dirigenza serba (conservatori nazionalisti e socialisti), con la mediazione della Ue. Bruxelles del resto ha detto a più riprese e in modo molto chiaro che il cammino ulteriore di Serbia e Kosovo verso l’integrazione nella Ue dipende dalla normalizzazione dei loro rapporti.


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