KLOTZ, UNA LETTURA CHE NON E’ PER COLONIALISTI

di  OSWALD WOLKENSTEIN

Non è una lettura per colonialisti o per chi preferisce che la natura, nostra padrona di casa, sia morta    piuttosto che accesa dai rossi gerani timidi sui balconi dei masi. È invece una dimostrazione contropelo di come eccessi nazionalistici inducano ribellione anche in “paesaggi piovosi con grigiori costanti”, per usare le parole del poeta veneto Andrea Zanzotto.-”Se si è arrivò al sacco di Roma del 410 d.C., fu perché alla ragionevole moderazione di Alarico, re dei Goti, corrispose l’ostinata intransigenza dell’Imperatore Onorio, residente a Ravenna”, rammentò Antonio Carioti in “La Lettura“ del 13.1.2013.- È insensato attribuire ai termometri la colpa della febbre.

Molte pagine indicano esagerazioni del regime in provincia di Bolzano, mitica terra di Re Laurin: proibizione della lingua e dell’istruzione, traduzione dei nomi di persona e di luogo, stravolgimento etnico-sociale e delle tradizioni, prepotenze finalizzate alla distruzione dell’identità locale. Il programma intendeva decaffeinare i sudtirolesi come era successo a Walser, Cimbri, Sloveni del Friuli e al patois aostano. Il tentativo non è riuscito grazie alla fermezza, ma è bene tenere gli occhi aperti.- C’è intenzionale scarsa informazione sull’argomento e sull’incomprensibile comportamento dell’Austria. Inoltre la credulità non è la verità.   

Dalla metà del secolo scorso qualcosa avrebbe dovuto cambiare anche in Sudtirolo, filigrana paesaggistica dove la Natura viene a disegnare i propri quadri. La democrazia era stata infatti proclamata in ambito europeo. Non fu tuttavia così e il libro di E. Klotz lo evidenzia. La precedente mentalità totalitaria provocò comprensibili ostilità e irrequietezze nella popolazione. Conseguirono danni materiali specialmente agli impianti elettrici. Puntuali furono le ritorsioni politiche integrate da uccisioni di civili e carcerazioni, sulla cui legalità e conseguenze sussistono serie inquietudini. Tali ansietà appaiono ben più gravi se, come dal racconto di Eva Klotz, emerge un dettaglio finora non rivelato: i resistenti, montanari simili alle api e cioè in grado di riconoscere istintivamente un amico da un pericolo, non dovevano provocare in alcun caso vittime umane.

Il messaggio dell’autrice, improntato all’elemento biografico, è che l’intelligenza non consiste nella venerazione delle ceneri, ma nel tenere acceso il fuoco. Da questo libro si comprende come gli scrittori non possano cambiare il mondo e le sue irrequietezze, ma i loro lettori possono forse farlo.

Eva  Klotz – GEORG  KLOTZ :  UNA  VITA  PER  L’UNITÀ  DEL  TIROLO -ISBN  9788897053118  – Ed. EFFEKT!BUCH – Egna-Neumarkt – pag. 360, prezzo 19 Euro.  (Tel. 0471 813482  – 0471 981064 , elmar@effekt.it).

 

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