Juncker sputtana l’Italia: l’accordo immigrati è una fetecchia

di CASSANDRAjuncker

“Se si chiudono le porte, è chiaro che la gente entra per la finestra: dobbiamo lavorare a fondo per aprire le porte e agire sull’immigrazione in regola”, dice  il Presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker. Letto così non sembra un’eresia, anche se Salvini ha subito replicato: li prenda a casa sua.

La battuta è ad effetto ma non è un progetto politico. Fa cassa elettorale ma non affronta sul campo l’emergenza.

Se  “L’immigrazione legale fa parte della soluzione a medio termine e bisogna agire su questo”, si può ragionare su un’equa distribuzione delle quote in Europa o da oggi non c’è più posto per nessun regolare? Occorre essere chiari e dire subito che questo Paese non accetta più stranieri. La Svizzera, ad esempio, ed è notizia di questi giorni, ai frontalieri chiede la fedina penale pulita. Basta saperlo.

Ma quello che non ha colto stranamente la Lega che è la forza parlamentare che tiene alto il vessillo sullo stop immigrazione, è la bocciatura di Juncker al piano che Renzi ha venduto agli italiani come il migliore possibile. Invece no, ed è lo stesso Juncker a dirlo: “Il vertice Ue straordinario della scorsa settimana sulla gestione dell’immigrazioni ha dato risposte insufficienti. La risposta del Consiglio europeo alla tragedia umana alla quale abbiamo assistito nel Mediterraneo è stata immediata ma insufficiente”.

Le risposte date dal vertice Ue straordinario sull’immigrazione della scorsa settimana a Bruxelles “sono state inferiori rispetto a quelle che avrebbero dovuto essere le nostre ambizioni. Non basta combattere i sintomi della crisi, bisogna fare di tutto per impedire che degli infelici prendano quei barconi”. In questo senso i Paesi Ue devono “aumentare a ogni costo gli aiuti allo sviluppo e salvare vite sul posto. E’ una cosa fondamentale”, ha sottolineato. Juncker sembra Salvini che parla.

Il presidente della Commissione Ue ha anche annunciato che l’agenda sull’immigrazione che sarà presentata dall’esecutivo europeo il prossimo 13 maggio conterrà un sistema di quote per ripartire i rifugiati in tutti i Paesi d’Europa. “Occorre regolare la ripartizione geografica dei rifugiati in tutta Europa. E’ una cosa che va fatta, non si può lasciare gli Stati membri direttamente coinvolti nella gestione della ricollocazione dei rifugiati”.

“E’ necessario che la nuova strategia dell’Europa sull’immigrazione preveda un meccanismo di quote che vada al di là della volontarietà: l’Europa deve fare la sua parte con azioni di solidarietà condivisa”. Tardivo, ma meglio che niente. Adesso vediamo se la prossima fetecchia sarà lui rimangiandosi il proclama.

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