UNA PROPOSTA PER VENETO STATO: UN MOVIMENTO IN RETE

di JOSEPH PORTA

Ho letto delle diatribe tra le varie fazioni del movimento indipendentista Veneto Stato. Non ci siamo, siamo alle solite. Pero’ questa volta agli amici indipendentisti di Veneto Stato come a tutti, vorrei proporre una soluzione. Un soluzione che va oltre al classico e vecchio modello di organizzazione partito. Una organizzazione ispirata dalla Rete. Perchè Veneto Stato oggi e altri movimenti politici litigano al loro interno ? Perchè come scrive giustamente Gianfranco Pasquino citando Michels nel suo libro “La classe politica”.

“La tendenza irresistibile nei partiti, persino in quelli che piu’ richiamano per ideologia e per necessità alla democrazia (e per quanto mi riguarda l’autodeterminazione è democrazia nda). va nel senso della formazione di una minoranza organizzata che controlla tutto il potere, le risorse e le cariche. Ovunque nei partiti si formeranno secondo Michels “una minoranza che ha il compito di dirigere e una maggioranza diretta dalla prima”.

Nell’era di internet bisogna andare oltre. Immaginare una società nuova, una cultura nuova. Riprendo allora prima di formulare la mia proposta lo splendido e profetico scritto di Gianfranco Miglio “Il referendum tradito” del 1987 (internet civile arriverà qualche anno dopo) riproposto qualche giorno fa da L’Indipendenza.

“Tra poco tempo (nei paesi civilmente avanzati) i cittadini non solo potranno “votare”, o esprimere il loro parere su una quantità di argomenti standosene a casa loro, in tempo reale e senza farsi stordire da arcaici riti comiziali, ma saranno in grado di riconoscersi, di raggrupparsi e “corporarsi” autonomamente anche a grandi distanze, e soprattutto di contarsi, indipendentemente dalle iniziative dei pubblici poteri. Le “elezioni” le farà ogni cittadino e le tecniche di potere politico dovranno cambiare radicalmente: un’età e un’arte di governo, cominciate con i missi carolingi, arriveranno alla loro fine. Altro che far la guerra ai referendum.”

Qualche appassionato di cinema sorriderà all’idea di Beppe Grillo ed il suo guru comunicativo Gianroberto Casaleggio che come nel film “Ritorno al Futuro” arrivano dal terzo millennio a spiegare a Miglio prima della caduta del Muro la società d’internet. O chissà, più probabile, quel buon diavolo del Professore all’inverso sarà stato lui a contaminare i due. Di certo in questo caso la contaminazione culturale è riuscita al momento meglio di quella che Miglio tentò con Bossi (da sempre poco avezzo ad internet, sarà perchè ha memoria e le incoerenze in rete emergono tutte).

Che fare quindi ? Veneto Stato come altri movimenti indipendentisti, con le sue idee, con i suoi programmi provi ad immaginare a copiare il modello politico, certo sperimentale ma comunque nuovo, del Movimento 5 Stelle ispirato da Beppe Grillo. Cittadini in rete che su un programma si mettono insieme e con poche regole ma molto chiare creano liste. Senza segretari di partito, segretari di sezione. Gli eletti che hanno un rapporto diretto con i cittadini e rispondo ad un programma.

Questo modello nei Comuni ed a livello regionale fino ad oggi ha funzionato. I gruppi locali parlano tra loro, il rappresentante è chi è eletto nelle istituzioni, c’’è un rapporto diretto con i cittadini che segnalano questioni tramite internet. assemblee pubbliche aperte a tutti, banchetti. Più problematico forse farlo funzionare su larga scala. ad esempio a livello di penisola italiana, senza mettere in piedi un coordinamento sempre senza struttura ma comunque in Rete. Ma Veneto Stato come tutti i movimento indipendentisti hanno un vantaggio! Operano nelle “Piccole Patrie”, nelle piccole comunità.

Qualche giorno fa Scenaripolitici.com ha pubblicato un sondaggio che mostra che il 37% degli elettori del Movimento 5 stelle in Italia è a favore dell’indipendenza delle loro regioni. Cifra che sale a oltre il 50% in Veneto e altre regioni della pianura padana. Anche il modello a rete del movimento politico dei “5 stelle”, aiuta a far comprendere ai cittadini che fanno attività politica con loro che autodeterminazione e democrazia sono concetti strettamente legati. Diciamola tutta. Chi ha capito la società in rete e la democrazia diretta in rete non puo’ essere contro federalismo e diritto di autodeterminazione. E’ la sua diretta emanazione.

LA PROPOSTA

Cosa fare ? Arrivamo alla proposta, partendo da un concetto. La rivoluzione da compiere, difficilissima è culturale. E per farla occorre che gli stessi indipendentisti abbiano una nuova mentalità. Veneto Stato o altri movimenti indipendentisti lombardi, piemontesi, sardi, sud tirolesi.

Dovrebbero rinunciare ad avere una forma partita. Come fare allora a presentarsi alle elezioni ? Tutti gli iscritti al Movimento una volta l’anno si riuniscono e fissano le regole base per accedere alla presentazione della lista e si forma un comitato di controllo e garanzia del logo poniamo di “Veneto Stato”. Si fissano le regole per creare una lista sul territorio e per candidarsi. Il Movimento 5 Stelle ad esempio chiede di essere incensurati, non iscritti ad altri partiti e non svolgere piu’ di 2 mandati elettivi, rispettare il programma condiviso in rete e rinunciare al finanziamento pubblico a partiti. Essendo contro le Province non si presenta a queste elezioni. Veneto Stato potrà adottare le sue regole decise tra gli aderenti, pescando nel mercato delle idee. Insieme via internet e assemblee locali (consiglio la lettura del libro “Democrazia dei cittadini, gli esempi reali e di successo dove i cittadini decidono” di Paolo Michelotto dove sono proposti modelli di democrazia diretta e partecipata per organizzazioni e istituzioni) costruirà il suo programma. Per le elezioni i gruppi locali o gruppi di cittadini creeranno le loro liste chiedendo la “certificazione della lista” che comporta il rispetto di alcune regole che Veneto Stato si decide di dare. Per decidere le candidature a livello regionale si possno lanciare candidature aperte online con voto elettronico.

Una volta eletti nelle istituzioni sono i consiglieri i rappresentanti di Veneto Stato e portavoce dei Veneti e fanno da tramite alle idee dei cittadini usando sempre piu’ rapporto diretto e rete. L’autodeterminazione inizia da qui.

 

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

EUROZONA: PATTO DI BILANCIO CHE DISCIPLINA I 25

Articolo successivo

1860, MACCHE' GARIBALDI. LA SICILIA VENNE INVASA