Johnson risponde picche agli scozzesi

Ci sono anche “misure per rafforzare l’integrita’ e l’unione” del Regno Unito fra le priorita’ programmatiche del governo Tory di Boris Johnson per i prossimi mesi lette senza esitazioni dalla 95enne Elisabetta II in Parlamento nel tradizionale Queen’s Speech chiusosi oggi con l’uscita della regina accompagnata, mano nella mano, dall’erede al trono Carlo. Misure che appaiono una risposta secca alle richieste di un nuovo referendum sulla secessione della Scozia rilanciate dagli indipendentisti dell’Snp, ma a cui si affianca l’impegno per “rafforzare” la devoluzione, in particolare nell’Irlanda del Nord afflitta dalle tensioni del dopo Brexit: nonche’ un progetto generale addirittura di “rinnovamento della democrazia e della costituzione” destinato a comprendere peraltro una revisione controversa degli equilibri con il sistema giudiziario. In generale sono confermate le anticipazioni sull’obiettivo primario di rilanciare il Paese e la sua economia dopo l’emergenza Covid e di puntare a una maggiore uguaglianza di “opportunita’” e a un incremento dei posti di lavoro. Promessi anche fondi per la sanita’ e finanziamenti pubblici senza precedenti per la ricerca, l’istruzione e la formazione. Non e’ mancato infine un riferimento, oltre che alle annunciate strette sull’immigrazione, a nuove iniziative di legge – richiamate accanto al rinnovato impegno di fedelta’ alla Nato – per “contrastare le attivita’ di Stat ostili” stranieri.

 

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