Italia sì Italia no, il Nord nella terra dei cachi

di SERGIO BIANCHINI – Le  cartine che pubblichiamo sono quasi sconosciute. Ma mostrano chiaramente la natura diversificata del nord italia. Piemonte Liguria e Toscana hanno un legame storico particolare con la Francia. Dall’altro lato c’è il nord notissimo legato alla dinamica secolare della Repubblica di Venezia.italia

Il ducato di Milano è sempre stato schiacciato tra queste due fasce e si potè espandere solo verso sud arrivando fino all’Umbria e nelle Marche.
Il legame tra Piemonte Liguria e Toscana è riemerso adesso con l’intesa di Elkan e De Benedetti entrambi piemontesi che hanno unito Repubblica e Stampa con il secolo XIX ligure abbandonando il Corriere della Sera lombardo che sicuramente deperirà.
Bisognerà vedere come si integreranno con la Toscana ma il feeling tra Marchionne e Renzi è noto assieme al contrasto tra Marchionne e la Confindustria a egemonia lombarda.italia2

Senza esaminare tutte le linee di forza del nord e del centro sarà impossibile attuare una vera strategia che consenta al nord di unirsi ed entrare in gioco nella politica italiana.

La vicenda Renzi mostra chiaramente che il centro Italia ha una sua forte omogeneità culturale e politica e rifiuta di essere assimilato al nord. Però con Renzi il centro ha abbandonato l’alleanza col sud per mungere lo stato ormai al collasso.

Renzi ha vinto sfondando in Toscana Umbria e Marche e catturando poi Bersani che è emiliano e più legato al nord ad esempio col sindacato CGIL di cui Landini (anche lui emiliano) è un uomo di punta.

Il centro Italia, avvolto nell’involucro politico comunista ( per decenni pari al 50% dei voti) in realtà tutelava se stesso. Era un localismo travestito. Adesso ha trovato la via , vista la gigantesca crisi nazionale, di rientrare nei giochi da una nuova prospettiva. Il Nord cosa fa? E in particolare LA LOMBARDIA COSA FA?italia3

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