Italia sempre più in crisi: in un anno i poveri aumentati di un milione e mezzo

di GIORGIO CALABRESI

L’Italia è ancora stretta nella morsa della crisi: tra il 2011 e il 2012 sono cresciuti di circa un milione e mezzo sia i poveri in ‘povertà relativà sia quelli in ‘povertà assolutà. Nel 2012 il 6,8% delle famiglie (1 milione 725 mila) e l’8% delle persone (4 milioni 814 mila) si trovava in condizioni di povertà assoluta, in forte aumento rispetto al 2011 quando l’incidenza era del 5,2% tra le famiglie e del 5,7% tra le persone (Istat, 2013). Il fenomeno ha connotati particolarmente drammatici nel Sud Italia. È quanto rileva il volume «Rigenerare capacità e risorse» della Fondazione Zancan che sarà presentato nella libreria San Paolo Gregoriana di Padova stasera. La disoccupazione è una realtà per 3 milioni di persone e altrettante sono quelle che hanno rinunciato anche alla ricerca di un impiego. I giovani sono i più penalizzati. Il tasso di disoccupa-zione complessivo nel 2012 era pari al 10,7%, con punte del 35,3% tra i 15-24enni, spiega il rapporto. E aumentano le disuguaglianze sociali: tra l’inizio della crisi e il 2010, in Italia il reddito disponi-bile del 10% delle famiglie più ricche si è ridotto dell’1% annuo (in linea con il trend internazio-nale), mentre quello del 10% delle famiglie più povere è diminuito del 6,2% annuo (Ocse).

Secondo la Fondazione Zancan le risposte a tutto questo sono fallimentari poichè le risorse, che pur ci sono, non vengono impiegate in modo adeguato. La spesa totale delle amministrazioni pubbliche per prestazioni di protezione sociale (sanità, previdenza, assistenza) negli ultimi due lustri è aumentata complessivamente del 44 per cento (Istat) , ma senza una contropartita in termini di risultati. Oggi la spesa totale è in larga parte assorbita dalla quota destinata a vecchiaia e superstiti: nel 2010 questa voce valeva circa il 60%, ben oltre il livello medio europeo (45%). A livello locale, nel 2010 la spesa complessiva dei comuni per i servizi sociali è stata di 7.127 milioni di euro (117,83 euro pro capite), il livello più elevato dal 2006 e in leggero aumento rispet-to al 2009. La voce di spesa destinata alla lotta alla povertà e al disagio economico nel 2010 am-montava a 2.289 milioni di euro, l’1,15 per cento in più del 2009 (2.263 milioni di euro). La situazione, però, non è omogenea sul territorio nazionale, confermando grandi differenziali tra aree del paese già registrati nelle precedenti edizioni del Rapporto. Le regioni a statuto ordi-nario del Centro Nord hanno una spesa sociale complessiva pro capite due volte e mezza quelle delle regioni del Sud (136,16 contro 53,12 euro). Il divario aumenta se si considera la spesa per ridurre il disagio economico delle persone e delle famiglie (36,62 contro 9,74 euro) e diminuisce nel caso della spesa per la povertà dove il rapporto è di quasi uno a due (9,17 euro contro 4,31 euro).

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