Si legge Italia, si scrive “Stato socialista”, si pronuncia Pulcinella-land!

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

L’Italia non è una nazione, ma non merita neppure di essere uno Stato, per una serie di motivi. Ne descriviamo qualcuno.

Per anni i governi democristiani, e simili, hanno bellamente ignorato le regole della buona amministrazione, indebitandosi sino all’impossibile. Ricordo solo, come esempio significativo, la Legge sul pensionamento anticipato dopo solo 15 anni, 6 mesi ed un giorno di lavoro. Niente da dire su chi “legalmente” ne ha usufruito, ma chi ha approvato tale legge sarebbe da sottoporre, lui personalmente, al taglio totale di qualunque forma pensionistica. Per non tacere dei finanziamenti, praticamente a vuoto, elargiti al sud, tra cui quelli per l’Irpinia e per il Belice, tuttora esistenti, anche con Mario Monti.

Vediamo un po’ la famosa “Entrata in Europa”.

Dopo anni di indebitamento ci si è accorti che neanche la svalutazione periodica della Lira poteva sistemare il disastro ed allora i soliti geni hanno concepito un piano: farsi pagare il debito pubblico dall’Europa , entrando nell’area euro. Come se gli europei fossero dei “minus habens” e non avessero capito immediatamente il giochetto. Siamo quindi entrati a condizioni “jugulatorie” (cambio 1 a 2000 circa) con l’aria, tipicamente mediterranea, di chi sa bene come fregare gli altri. Bene, pensate che i colpevoli di tale disastro (alla testa Romano Prodi) tentano ancora la scalata al potere!

Dopodiché, parliamo del cosiddetto “Rientro dal debito”.

Il debito lo hanno fatto , in misura prevalente, i Governi democristiani, appoggiati dal Pci. I governi successivi hanno continuato sulla strada avendo in mente esclusivamente i loro vantaggi elettorali, in particolare gli ultimi governi Berlusconi. Tutto condito dalle tanto folli quanto inutili spese a favore del Sud, il quale aveva solo desiderio di beccare soldi a costo zero gestiti prevalentemente dalla mafia, con nessun desiderio di organizzarsi allo scopo di diventare un paese moderno. La prova ultima è data dalle spazzature di Napoli che vengono regolarmente inviate in Olanda a spese di tutti gli italiani senza neanche farsi sfiorare dall’ipotesi di dar vita ad una raccolta differenziata funzionante. Non per nulla il trasporto spazzature a vantaggio della camorra e le spese di smaltimento a carico di tutti gli abitanti di questo paese fanno sì che il problema rifiuti sia economicamente a vantaggio di una ristretta cerchia di personaggi napoletani.

Questo debito è tutto e solo a nostro carico, e quindi è inutile cercare di tirare in ballo i tedeschi, come fanno da mesi molti mezzi d’informazione. Avranno pure fatto i loro interessi (il che non è un delitto), ma noi glie lo abbiamo lasciato fare nella cieca foga di sperare che qualcuno ci sanasse il debito e con la sciocca teoria che l’Europa si potesse unire partendo dalla moneta unica.

E il “Taglio delle spese”?

Qualunque padre di famiglia , indipendentemente dal suo grado di cultura, sa che  nel caso di crisi finanziaria famigliare la prima cosa da fare,  prima ancora di studiare il modo di aumentare il proprio reddito, è di tagliare le spese superflue. L’attuale Governo non ha ancora pensato a tagliare “consistentemente” le spese superflue, mentre è stato di velocità missilistica nell’aumentare massicciamente le tasse. Siamo d’accordo che i settori interessati ai tagli ricattano il Governo, ma c’è un sistema lineare per tagliare la parola agli oppositori:

1-Non licenziare nessuno;

2-Bloccare il turn over;

3-Tagliare ferocemente le procedure inutili;

Vorrei chiudere parlando del “Piano energetico” italico. 

Uno dei principali fattori di costo che incidono sui prodotti è quello relativo all’energia. Grande e costante preoccupazione assilla chi governa per mantenere i finanziamenti per l’inutile settore dei pannelli fotovoltaici, dove la speculazione regna sovrana, mentre non si è preoccupato, e non si preoccupa, di formulare e rendere pubblico un corretto piano energetico. Il Governo ed i media si comportano come se l’energia (indispensabile per ogni sviluppo) piovesse dal cielo a costo zero. E anche in questo settore siam messi davvero male, al punto che le aziende non riescono a competere per via dei costi troppo alti dell’approvigionamento energetico.

In pratica, viviamo in uno “Stato socialista senza obblighi”. Lo stato italiano è ormai diventato uno “Stato socialista senza vincoli”, ossia uno Stato in cui tutto è centralizzato, ma nel quale ognuno fa i suoi comodi scivolando tra Leggi e regolamenti astutamente (italianamente) raggirabili. Quanto pensa di poter andare avanti in queste condizioni, ossia con un debito pubblico da record mondiale, nessuno lo sa , ma neanche lo si vuole sapere. E’, in pratica, la realizzazione del del famoso”festa, farina e forca”, con l’abolizione della forca, essendo infatti questo il paese, grazie alla illuminata magistratura del “liberi tutti”.

In conclusione: che Stato è questo, la cui unica preoccupazione è di ansimare se l’Italia  riuscirà ad entrare in semifinale agli Europei di calcio, oppure se Ruby è andata o meno a letto con il Cavaliere? Pulcinella-land!

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