Italia paese di santi, navigatori, cabine di regia, super commissari, gettoni di presenza…

di Valter Roverato – Italia, paese di santi poeti, navigatori…. Ma col tempo questo paese si è arricchito di altre “figure” caratteristiche, quali: furbi e furbetti vari, onnipresenti specialisti del tutto e del nulla, nani e ballerine, opinionisti e tronisti, odiatori e buonisti di professione, cantanti da reality, attori in gran quantità, ed infine politici, politici ormai di professione e mai in pensione, che ad ogni problema, emergenza o situazione più o meno complessa, chiedono “cabine di regia”, “tavole rotonde”, “comitati di saggi”, commissari più o meno straordinari (il più delle volte meno…).

Così facendo però certificano anche la loro incapacità, perché io credo che la politica, e chi la esercita, dovrebbe esistere proprio per risolvere i problemi e dare risposte, oltre che per amministrare la “cosa pubblica” al meglio. Invece oggi lo sport nazionale è non decidere e delegare: c’è un problema? Ecco l’apposita “tavola rotonda”, la “cabina di regia”, il commissario “ad acta”, il “super commissario”, il sub commissario, l’assistente al commissario. Naturalmente anche i politici sono sempre pronti ad intervenire sulle questioni più importanti, come no: fanno le “commissioni parlamentari”, bicamerali anche, che studiano, si riuniscono, e decidono e deliberano e chissà, magari prendono anche il “gettone” di presenza….

Ma qualcuno si ricorda il risultato di una commissione parlamentare? E quante commissioni parlamentari sono state costituite e continuano ad esistere a tutt’oggi, non avendo ancora raggiunto alcun risultato? E quante commissioni sono state chiuse senza risultati? Questi sono dati che nessuno ci verrà mai a dare, perché anch’essi certificherebbero l’incapacità dei politici italioti di risolvere alcunché, fosse anche un problema condominiale. Intanto basta farle, le commissioni, per il resto…. Ha ragione Fabrizio De Andrè, quando dice che da sempre questo stato “ Si costerna, s’indigna, s’impegna / Poi getta la spugna con gran dignità”. Ed ecco come diventi poi un comportamento “normale” che il povero Pasquale Cafiero sia poi praticamente costretto a consigliarsi col “Don Raffaè” di turno….

Ma che questo paese navighi nel degrado morale più totale si può intuire anche dal fatto che esso è notoriamente il paese delle “lobbies”, dell’”aiutino di stato”, della raccomandazione, del “figlio del capo”, del sotterfugio, del falso invalido con annessa pensione, dello spalatore di neve a Palermo, del “sottobanco”, del “nero”, talmente diffuso che esiste addirittura un’apposita economia del “nero”, sommersa; insomma esiste un’iceberg sommerso di ruberie, corruzione e malaffare che raggiunge dimensioni da record mondiale, e che sembra che non si voglia sciogliere del tutto, dato che fa comodo a molti.

A dimostrazione di tutto questo degrado c’è il fatto che ogni volta che qualcuno compie semplicemente e spontaneamente il proprio dovere, in italia egli viene insignito del titolo di “commendatore”, gli viene consegnata in pompa magna una medaglia in diretta TV, con applausi e feste varie di contorno. Ma quanta altra gente quotidianamente svolge il proprio compito senza ricevere alcuna medaglia? Quanti fanno da anni il proprio dovere, ed a volte anche di più, anche magari mettendo a rischio la propria incolumità, e lo vediamo proprio in questi giorni?

Questo è il paese che ci viene consegnato dopo 154 anni (per il Veneto) di forzata, posticcia ed illegittima (per il Veneto) “unità”. Vi sembra un paese “normale”? E’ un paese che viene sbeffeggiato e deriso dagli altri, vedasi per esempio la famosa/famigerata copertina della rivista tedesca “Der Spiegel” di anni fa, raffigurante un piatto di pasta con una pistola sopra ed il titolo “urlaubsland Italien”, cioè “Italia paese di vacanza”, oppure quella molto più recente, raffigurante uno spaghetto con un cappio pendente da una forchetta ed il titolo “”Come l’Italia si autodistrugge e trascina l’Europa con sé”, emessa in occasione della nascita del governo Lega-M5S; per non dimenticare i francesi che mandavano in onda in TV un pizzaiolo che sputava sulla pizza, ironizzando sul virus che cominciava a colpire (mal gliene incolse, però!), e cercando ancora si potrebbero trovare altre manifestazioni di “affetto”, di europei (recentemente, l’Olanda) e non, verso l’italia.

Ecco la reale visione che il più delle volte hanno all’estero dell’italia: lo zimbello, il problema da risolvere, il paese dei corrotti, della mafia, il paese ridicolo, buono solo per venirci in vacanza, al limite. Però in questi giorni assistiamo al fenomeno, certamente passeggero, del fiorire dei tricolori ai balconi, dei cantanti mameliani a squarciagola da terrazzino condominiale, tutti fieri di essere italiani: ma di che cosa essere fieri? Del paese sopra descritto?

Cari italici, continuate pure a cantare e ad esporre la vostra bandiera, che fate bene, dato che inno e bandiera vi sono imposti dalla vostra costituzione “più bella del mondo”, io invece espongo la “mia” bandiera Veneta e canto il “mio” inno a San Marco, che non mi saranno mai imposti da nessun documento, ma che saranno sempre nel mio cuore e saranno sempre “miei”, come il “mio” Veneto.

 

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