L’ITALIA NON POTRA’ MAI ESSERE FEDERALISTA

di ROBERTO GREMMO*

Se guardiamo le cose dal nostro profondo Nord, una cosa é chiara: l’Italia non potrà mai essere federalista. Il federalismo é un sistema istituzionale che nasce dal basso, quando delle Comunità libere e sovrane decidono di collaborare con altre Comunità simili a loro. Fra diseguali, il federalismo non funziona. E’ come mettere nella stessa cassetta delle mele mature assieme ad arance ancora verdi, Mentre si aspetta che gli agrumi maturino, i pomi marciscono.

Il caravanserraglio costoso e demaggico delle celebrazioni cosidette unitarie é finalmente passato e, rinsaviti come dopo una sbornia, ci accorgiamo che lo Stato italiano, unito con la violenza, la frode e l’arroganza dei potenti, non sta in piedi. La Sicilia ha un avvenire solo in una federazione delle isole, con Corsica, Elba e Baleari; la Sicilia guarda con malcelata invidia alla vicina (e meno importante) Malta che é Stato indipendente; il Meridione ha una vocazione economica che nessuna industrializzazione imposta da fuori potrà mai mutare; il Centro dalle radici etrusche tenacemente ambientaliste non marcia e il Nord… il Nord fatica perché tira la carretta per tutti.

Pensare d’insaccare queste realtà contrastanti con la divisa ‘federalista’ vuol dire solo mutar abito, passando dal grigioverde delle divise sabaude, dall’orbace del Duce e dagli stracci della moda anglosassone ad un vestito che al Nord sta davvero stretto. E allora?

Paesi maturi e davvero moderni come Slovacchia e Cekia quando hanno scoperto di essere fra loro differenti, si sono pacificamente separati. Paesi omogenei come i Cantoni svizzeri o le colonie inglesi americane si sono uniti, su basi di reciproco rispetto e di difesa delle proprie identità.  Ma le unioni o le divisioni non vengono mai studiate a tavolino ed imposte meccanicamente dall’alto. Quando s’é cercato di farlo (come nella Francia giacobina o nella Russia di Stalin) si é fallito.

Lo stesso in Italia. Da vent’anni, la “Lega Nord” ha agitato come una bandiera l’idea federalista ed ha cercato di imporla andando al governo in Italia. Mi dicono che questo partito (di cui non ho mai fatto parte) dovrebbe chiamare a congresso nei prossimi mesi i suoi aderenti. Sarà un’assemblea in grado di ammettere che la politica (peraltro molto ondivaga) basata su un fideismo messianico per il suo capo va finalmente cambiata?

Perché il nuovo sale dalla gente del Nord, non dalle alchimie ministeriali.

*Ilsalotto.info

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