Italia a picco, dove anche le migliori aziende devono fallire

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI

Diceva mio nonno : “Nel bosco degli imbecilli tutti vanno a fare legna”. Ho la sensazione che tra i numerosi padroni di questo bosco italico vi siano parecchi che aiutino gli estranei a fare la legna. Per carità! Sono convinto che il mercato operi le sue selezioni, ma le migliori aziende devono essere aiutate dallo Stato, almeno moralmente e non combattute come fossero dei parassiti. “Aiutare” non vuol dire finanziate “a perdere” ; aiutate vuol dire supportate attivamente all’estero , così come si fa nelle nazioni civili.

In Italia, invece, i fiori all’occhiello sono gettati nel fango. Si è iniziato con l’Olivetti (l’inventrice, o almeno la coinventrice del PC) per proseguire con iniziative che definire folli è fare un complimento  agli autori delle follie, come la chiusura  delle due aziende produttrici di mine (in attivo finanziario) a favore dei costruttori anglo –francesi che (dopo aver abbondantemente foraggiato una politica anti-mine) si sono cuccati il mercato lasciato libero dalle due aziende italiane. Sino a giungere alle battaglie legal-governative contro ENI, SAIPEM, ENEL e, da ultimo , contro FINMECCANICA.

Persino contro l’ILVA , che avrebbe dovuto essere chiusa mezza giornata dopo l’inaugurazione, (ma che ora va sanata non potendosi lasciare a spasso migliaia di operai) è in atto un intenso quanto sconsiderato bombardamento, mentre la situazione occupazionale di Taranto suggerirebbe azioni un po’ più meditate. Non è oggetto di questo articolo entrare in merito alle singole aziende, ma criticare il concetto generale ispiratore delle azioni in corso. Si afferma attraverso le azioni punitive: “Siamo una nazione leader (sic !!!) nella moralità e, pertanto non si fanno discriminazioni di sorta”.

E’ cosa nota che in Italia se uno vuole portare a buon fine una pratica al cui buon fine ha legalmente pieno diritto, se talvolta non “unge determinate ruote”, non ne viene a capo. Se questa unzione viene fatta per assicurarsi determinate commesse all’estero, diviene scandalo nazionale. I Ministri degli esteri delle nazioni civili, fanno, in ogni conveniente occasione, da rappresentanti delle loro migliori aziende e la politica generale di ogni Stato è volta alla difesa delle proprie aziende. Addirittura negli USA il compito di trattare è svolto da un’ente governativo, per cui le singole aziende sono libere da ogni sospetto e da ogni colpa.

In Italia, invece, politica e stampa sembra che si vergognino delle, sempre più ridotte di numero, eccellenze nazionali e le combattono (speriamo almeno  per errata conoscenza e non per diretto interesse). Questo comportamento è dote perenne dei cosiddetti progressisti per i quali se in una nazione socialista (o pseudo tale) avviene addirittura un fatto di sangue è il risultato delle reazione imperialista (sempre in agguato), mentre se avviene in una nazione veramente democratica (democratica non per semplice etichetta) come negli USA è il “risultato di secoli di malgoverno e di sfruttamento del popppp..olo”. Sembra una strana coincidenza, ma quando una società comincia a fare utili e quindi si è tolta dai piedi i “sindacalisti di se stessi” aspiranti solamente al dolce far niente, diventa subito azienda sfruttatrice, mentre fin che presenta passivi a voragine, con i sindacalisti di cui sopra che fanno il bello ed il brutto tempo è un “faro del lavoro”. Esempi illustri sono stati forniti dall’IRI, dove sotto una esimia presidenza,  in 12 anni sono state raddoppiate le perdite.

E la  FIAT? Finchè ciucciava denaro alla collettività e trattava benevolmente con il PCI e con i sindacati era una semi-cattiva padrona. Quando, con Marchionne , ha smesso di ciucciare, ma ha mandato a casa del diavolo i politicanti da strapazzo, è improvvisamente diventata una pecora nera con il non tanto segreto desiderio ( dei suddetti politicanti) che si chiudesse o , almeno, si ridimensionasse drasticamente. E lecito porsi alla fine una domanda: ma questi politicanti e scribacchini, nonchè maitre a penser che cosa hanno prodotto sinora di utile, toccabile e misurabile?

Semplice: assolutamente niente! Le classifiche mondiali in cui compare la posizione dell’Italia agli ultimi posti lo stanno ampiamente dimostrare. E allora non sarebbe meglio che tutta questa gente, ampiamente dotata di pale e picconi, andasse , molto più utilmente, a zappare la terra ?

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