Italia, arriva il partito degli analfabeti

La CICALApinocchio

Ho letto una relazione che il Governatore della Banca D’Italia Ignazio Visco, ha presentato il 30 gennaio scorso all’Università del Sacro Cuore a Roma – facoltà di economia-, dal titolo “Capitale umano e crescita”. Non me la sento di lasciarla “cadere” o che, come al solito, resti per pochi addetti ai lavori, e ho deciso di riassumere gli argomenti più importanti. Viene ricordato che con la tecnologia nei prossimi due decenni, per una persona su due ci sarà l’automatizzazione. Vorrà dire meno posti di lavoro.

Ci sarebbe da stare poco allegri, se non fosse perché lo studio arriva dagli Stati Uniti d’America, dove si rileva che, per ogni lavoro “high-tech”, si potrebbero associare ben cinque posti di lavoro a bassa istruzione.

Facciamo un esempio? Gli ingegneri e gli informatici trasferiti in un HUB per la Microsoft, hanno generato un indotto grazie ai corsi di yoga, e ai ristoranti di sushi! Ma questo accade negli States, in Italia la cosa non funzionerà. Ingegneri e informatici in Italia sono molto meno ben pagati e pertanto il moltiplicatore si riduce drasticamente rispetto ai colleghi americani.

Ma veniamo alle altre note dolenti: a tutto il 2013 in Italia solo il 58 % della popolazione in età dai 25 ai 64 anni aveva concluso gli studi (con diploma di maturità) mentre la media OCSE è del 77 %! E quella dei laureati? Impietosa la rivelazione: il 16 % contro il 33% sempre tra chi ha tra i 25 e i 64 anni! Ma ecco la ciliegina, l’OCSE nell’autunno del 2013 ha reso noti i risultati di un’indagine (P.I.I.A.C. alias Programme for the International Assessment of Adult Competencies), che ha evidenziato per l’Italia un grado elevato di “analfabetismo funzionale” ovvero una diffusa carenza di quelle competenze di lettura e comprensione, logiche e analitiche che rispondono alle esigenze moderne di vita e lavoro. Ma che schifo!

Proseguo e leggo inorridita che addirittura il 70% degli adulti italiani non è in grado di comprendere adeguatamente testi lunghi e articolati (siamo risultati ultimi a fronte di una media del 49% dei Paesi partecipanti!). Anche la formazione in aziende con almeno 10 addetti è impietosa, solo il 56 % contro il 66% di media Unione europea. E’ paradossale che studiare in Italia costi meno che in altri Paesi europei (per un laureando anche il 30 % in meno) ma allora cosa non funziona? Se studiare costa meno che negli altri Paesi come è possibile che sette persone su dieci non siano in grado di comprendere testi lunghi? La riforma della scuola del Governo Renzi terrà conto di queste impietose analisi per tentare di ridurre il divario tra noi italiani e gli altri europei, sulla devastante ignoranza che imperversa sul popolo dello stivale!?

“Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.”
Confucio

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4 Comments

    • Per non parlare di Focus (Palombelli) e avanti un altro e fortuna c’e’ Scotti prima con Bonolis lo strillatore era da spararsi.
      Ma poi, noto, che strillano tutti nei programmi TV.
      Un parlare NORMALE NON ESISTE MICA..??
      No perche’ quelli sono nel ruolo di “EDUCATORI” e ci conducono dove vogliono loro, anche culturalmente e politicamente… cioe’ NEL BARATRO..!
      Beh, non ci sono piu’ ne maestri e ne educatori, esistono solo gli “educatori” televisivi che sono a pro… NOSTRUM? Tse, campa cavallo…

      Bacio le mani

  1. Forse forse la colpa e’ del BAJON..?
    Non e’ che per caso e’ colpa della lingua italiana che non e’ naturale e se uno la assimila bene non ha problemi, altrimenti, se non la assimila, sono kax amari..?
    Quanti italiani sanno bene la lingua italiana?
    Questo e’ il risultato del voler fare italiani a tutti i costi imponendo loro una lingua artificiale. Nemmeno frequentando l’uiversita’ la si impara come si deve perche’ imposta.
    Gran bel kaxin…
    .
    Ma forse mi sbaglio.
    Tuttavia le new economy e tecnology han rivoluzionato il modo di lavorare e di comunicare. Per esempio non serve conoscere la lingua italiana. Se si molto poco.
    Rimangono i vecchi lavori che saranno presenti anche in futuro dove, anche lì, ci sara’ bisogno si di “manovali” ma con una certa cultura o meglio preparazione.
    Inalzare la societa’ sia culturalmene e sia praticamente va bene ma ocio a non crescere troppo in fretta: ci si troverebbe senza uomini da impiegare sebbene la tecnologia ne impiega sempre meno ma piu’ istruiti.
    Successe dove lavoravo: linee lunghe che impiegavano tredici e piu’ persone quasi di colpo ne ebbero in esubero piu’ del doppio. Toglierli per impiegarli da un’altra parte sara’ il compito futuro oltre che istruirli per la ricollocazione con mansioni diverse.
    Col new jobs act bastera’ licenziarli: pexo el takon del buxo, cari mii…
    E per fortuna e’ stato un governo di “sinistra” a fare il danno sociale. Altrimenti che caos. Pero’ molti si fregheranno le mani sorridendo alla BELZEBU’ maniera.
    .
    Vista la deriva negativa di questo stato amministrativo e sociale, se io fossi un ISIS spingerei i miei accoliti oltre il Mediterraneo: sarebbe un gioco da ragazzi la conquista di questi “patrioti e partigiani” in tempo di pace, impegnati a distruggere quel poco di buono rimasto..!
    .
    Salam e, bacio le mani

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