Italia, altri 7 anni di vacche magre e nessun salvatore della patria

di GIORGIO CALABRESI

Neanche Renzi ha la bacchetta magica per risollevare miracolosamente l’Italia dalla crisi. Non l’ha lui, non l’aveva Letta e neppure i Premier precedenti. È l’analisi disincantata di Marco Magnani, economista e direttore della ricerca alla Kennedy School of Government di Harvard. In trasferta a Washington per presentare il suo libro, «Sette anni di vacche sobrie» (Ed. Utet, 2014) Magnani ribadisce che «non esistono colpi di magia, l’Italia avrà bisogno di almeno sette anni di duro lavoro per ricostruire la sua credibilità e risalire la china». E l’effetto shock promesso dal neo Premier? «Le riforme che propone – taglia corto – sono giuste e note da tempo, erano già contenute nell’agenda Monti. Il problema non è la loro sequenza, ma vedere se queste riforme saranno fatte e in quali tempi».

Gli italiani peraltro, secondo l’economista, dovrebbero liberarsi dei loro «sport nazionali»: smettere di credere nel salvatore della patria di turno e smettere di cercare ad ogni costo il capro espiatorio, il colpevole di tutti i loro mali. «Il focus deve essere su di noi, sulle cose che possiamo migliorare. Prima guardiamo in casa nostra – suggerisce – e poi potremo fare le pulci agli altri, Germania compresa».

Alla Georgetown University, affiancato da Piero Cipollone, direttore esecutivo della Banca Mondiale e da Katheleen McNamara, professoressa e direttrice del Mortara Center for International Studies, Marco Magnani ha sviluppato il tema delle sfide e delle opportunità di crescita per l’Italia nei prossimi anni, un tema che è anche al centro del progetto di ricerca che sta conducendo ad Harvard e da cui ha preso le mosse il suo libro. Un’analisi più obiettiva ed equilibrata che prende le distanza dal disfattismo e dalla retorica del declino inesorabile per individuare i punti di forza del Paese su cui ricalibrare le strategie per lo sviluppo. «L’Italia non è spacciata, al contrario – ribadisce, l’economista – ha un grande potenziale fatto di eccellenze, creatività imprenditoriale, esperienze di successo e cultura da cui ripartire». «Sarà cruciale – conclude Magnani – fare le scelte giuste».

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Referendum Veneto e fiducia a Renzi: le anime diverse della Lega

Articolo successivo

Emigrazione e preservazione della cultura veneta in Brasile