ITALIA, 70 MILIARDI DI DEBITI VERSO LE IMPRESE NASCOSTI ALL’EUROPA

di FABRIZIO DAL COL

I tedeschi, qualche giorno fa, ci hanno fatto sapere che per entrare in Europa l’Italia ha truccato i bilanci. In sé, questa accusa rimbalzata sui giornali e i media Italiani,  non è apparsa una vera notizia. Già si sapeva da anni della manipolazione, ovvero fin da quando si discuteva di entrare a far parte dell’ Europa, e questo perché bisognava aderire all’Unione europea per evitare il baratro e il probabile collasso finanziario.

In questi giorni, però, proprio per trovare una soluzione idonea ed efficace al rilancio economico e alla crescita , il governo è impegnato a valutare concretamente le proposte di compensazione di debiti e crediti tra lo Stato e le imprese Italiane. Sere fa ho seguito la trasmissione Ballarò, e durante il dibattito sono andati in onda diversi servizi tra cui uno in particolare che mi ha molto colpito. Riguardava le compensazioni oggetto di studio e fattibilità da parte del governo che l’economista Maria Cecilia Guerra, sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali, presente in studio, ha ritenuto veritiero e preciso. Ciò che è emerso dal dibattito sulla possibilità di compensare i debiti e i crediti, è l’ammontare complessivo del debito dello Stato verso le imprese calcolato in 70 miliardi di €.  La discussione ha dimostrato che la compensazione sarà una soluzione difficile da applicare, in quanto lo Stato sarebbe comunque costretto a iscrivere a bilancio quei 70 MLD di debito, e la conseguenza di tale procedura porterebbe a modificare i parametri previsti e sottoscritti con l’Unione Europea. Personalmente mi sono chiesto, come del resto lo avranno fatto sicuramente tanti telespettatori, quale soluzione potrà essere trovata al fine di restituire i denari che di diritto spettano alle imprese. Denari così importanti che, da un lato potrebbero essere una vera e propria boccata d’ossigeno per le aziende, e dall’altro una vera spinta al rilancio della crescita e dell’economia. In sostanza, da una parte lo Stato da anni non riesce ad onorare i suoi debiti e dall’altra  pretende i propri crediti con azioni discutibili e forti interessi, attraverso l’utilizzo della società Equitalia.

Vi è di più: a leggere diversamente la faccenda si nota che l’ “artifizio contabile” di non iscrivere a bilancio i 70 MLD, in quanto non computabili (per convenienza politica), altro non appare se non la volontà di nascondere all’Europa  il suddetto debito. Ciò potrebbe però anche essere dovuto a una proposta avanzata all’Europa, davanti a una platea di massime autorità nel corso degli Stati dell’Unione, dal premier Monti, dove è riuscito ad incassare un tacito consenso dal presidente della Commissione UE José Manuel Barroso e dal commissario al Bilancio e Affari Monetari Olli Rehn. Tale proposta, denominata “golden Rule”, prevede infatti di non conteggiare ai fini dei vincoli del patto di stabilità (fiscal compact) gli  investimenti per la crescita come quelli per banda larga e l’Agenda Digitale.

Ma non è solo questa la proposta che Monti sta cercando di spingere in Europa, c’è anche la questione dei debiti della PA, a cui da qualche tempo il suo governo sta lavorando per una soluzione europea che consenta di far arrivare i soldi alle imprese senza intaccare il rispetto dei vincoli di bilancio. Perché, diceva il premier, sarebbe «paradossale» che in nome del fiscal compact «gli Stati si rifacessero sulle imprese penalizzandole e distruggendo la capacità produttiva di aziende efficienti che devono chiudere».

Per  quanto e come la si voglia girare, non vi sono soluzioni se non si decide una volta per tutte quella che dovrebbe essere la madre di tutte le riforme, ovvero il taglio impietoso dei costi generali dello Stato centrale e la lotta all’evasione ai piani alti, che ancora si insiste a non voler attuare. Vien oltretutto da chiedersi se in tutta questa faccenda  non sia finalmente arrivato il momento di dare attuazione alla parola “trasparenza” e, prima che accada l’irreparabile, di adoperarsi a non sfigurare prima verso gli italiani e poi verso i tedeschi: la situazione ha del grottesco, ma pone anche dei seri dubbi sulle possibilità di rimediare allo sfacelo finanziario in corso.

 

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2 Comments

  1. Tutti soldi che non verranno MAI pagati. Stia attento chi vanta crediti con la pubblica amministrazione. E’ vero che lo Stato paga bene, spreca i soldi, e molti dei crediti non sono mai stati realmente guadagnati: sono spesso lavori strapagati e poco controllati, assolutamente fuori dal mercato. In questo sarò anche contento quando la PA dirà loro che i soldi non ci sono!

    Non verrà mai pagato il debito obbligazionario statale di circa 2.000 mililardi.

    E non verranno mai pagati neanche i 70 miliardi di debiti della PA.

    E a me tutto sommato fa molto piacere.

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