10 milioni di morti di fame allegri. Grillo lancia la carica

ricchi e poveridi GIOVANNI D’ACQUINO

Insomma, davanti al solito devastante resoconto dell’Istat, ancora una volta è Grillo a prendere la palla al balzo e rilanciare, mentre l’11 agosto parte l’esilarante operazione di Alfano sulle spiagge pulite da vu’ cumprà, la questione che più sta a cuore alla gente: sopravvivere. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona a luglio registrano un calo annuo dello 0,6%, il ribasso più forte dall’agosto del 1997. Lo rileva l’Istat, diffondendo i dati definitivi sul cosiddetto ‘carrello della spesa’. Su base menAggiungi mediasile il ribasso e’ dello 0,7%. Il quadro è di deflazione galoppante. Tutto ristagna.

“10 milioni di poveri belli allegri in vacanza”. E’ questo il titolo del post pubblicato dal sito di Beppe Grillo che lancia l’hashtag #mortidifameallegri. “In Italia – si legge sul blog – ci sono 10.048.000 persone che vivono in condizioni di poverta’ relativa, pari al 16,6% della popolazione. Tra questi 6.020.000 sono poveri assoluti, cioe’ non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa (9,9%). Tra i dati selezionati dal report Istat, nella grafica interattiva si mostrano i confronti territoriali (per alcune regioni, tuttavia, l’istituto di statistica segnala ampi intervalli di confidenza) e gli indicatori relativi all’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie e la popolazione per alcuni parametri di confronto”.

Mentre la politica si lecca i baffi per aver dato vita al nuovo Senato, “i dati diffusi dall’Istat sulla contrazione della spesa delle famiglie nel 2013 non fanno altro che confermare una situazione gravissima, che denunciamo da tempo. Una fortissima contrazione dei consumi dovuti ad un potere di acquisto delle famiglie ridotto ai minimi termini e una situazione occupazionale gravissima”, spiegano Adusbef e Federconsumatori. “Preoccupano in particolar modo l’aumento delle rinunce nel settore alimentare – aggiungono le associazioni dei consumatori -: cresce il numero di famiglie costrette a ridurre la quantita’ e la qualita’ della spesa per i generi alimentari (dal 62% del 2012 al 65% nel 2013). Aumenta anche il numero di famiglie che si rivolge all’hard discount (dal 12,3% al 14,4%).Diminuisce in maniera significativa la spesa per la carne -3,2%. Un segnale chiaro di come, a causa della crisi, le abitudini della famiglie stiano cambiando in maniera drastica. Un andamento inevitabile, vista la forte contrazione del potere di acquisto di oltre il 13,4% dal 2008 ad oggi”. Per questo – secondo Adusbef e Federconsumatori – “e’ indispensabile avviare dei provvedimenti urgenti ed improrogabili che siano in grado di porre un argine a questa pericolosa spirale depressiva. In primo luogo e’ necessario risollevare il potere di acquisto delle famiglie, estendendo la platea dei beneficiari del bonus di 80 euro anche a pensionati, incapienti e famiglie numerose”. Oltre a cio’ “e’ necessario intervenire sul versante occupazionale, definendo un piano straordinario per il lavoro nel quale siano convogliati tutti gli sforzi e tutte le risorse necessarie”.

 

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