Istat, l’unica cosa che cresce in Italia sono gli stranieri

di REDAZIONEstranieri

I disoccupati non calano, la crisi non molla, scendono i prezzi fino alla deflazione… L’euro vale sempre meno… L’Istat ci dice che siamo arrivati alla natalità del 1861, praticamente all’unità nazionale. L’Italia regredisce allo stato di neonata nazione, il Sud è rimasto sottosviluppato, il Nord fa accordi con i poteri forti. Non è cambiato niente. Tranne per che un numero. Gli stranieri residenti in Italia al primo gennaio 2015 sono 5 milioni 73 mila (+151 mila rispetto all’anno precedente) e rappresentano l’8,3% della popolazione residente totale.

Ecco, loro crescono, anche se fanno meno figli di prima, perché la crisi tocca tutti. Lo afferma l’Istat. Il saldo migratorio netto con l’estero è pari a +142 mila unita’, corrispondente a un tasso del 2,3 per mille. Si tratta del valore minimo degli ultimi cinque anni. Le iscrizioni dall’estero di individui di nazionalità estera sono 255 mila, mentre i rientri in patria degli italiani sono 26 mila. Le cancellazioni per l’estero riguardano 48 mila stranieri e 91 mila cittadini italiani. Il saldo migratorio con l’estero relativo ai soli cittadini stranieri ammonta a +207 mila mentre per gli italiani risulta negativo nella misura di 65 mila unità.

Siamo un paese statico, in perdita crescente e costante di identità. Nel 2014 sono stati 509 mila i bambini, cinquemila in meno rispetto al 2013, il livello minimo dallUnità d`Italia. La decisione di mettere al mondo dei figli viene sempre più posticipata e, tra le curiosità, è al Nord dove si fanno più figli. L’Istat non specifica per quale nazionalità o provenienza, indica solo il “contenitore” delle nascite.  In tutte le regioni del Nord, eccetto che in Liguria (1,35 figli, dove c’è anche il più alto tasso di mortalità – 13,2 per mille – e, di conseguenza, anche il tasso d`incremento naturale più sfavorevole, -6,3 per mille), si rileva una fecondità superiore alla media nazionale. Con 1,46 figli per donna il Nord, nel suo insieme, è la ripartizione con la più alta fecondità, il Centro registra un valore di 1,36, mentre il Mezzogiorno si attesta a 1,32. Nessuna delle regioni del Mezzogiorno presenta una fecondità di livello superiore alla media nazionale.

In generale, l’81% delle nascite sono da donne italiane e il 19% da straniere.

 

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