/

Islamici e infedeli. Che cedono tutti i giorni

coranodi MARIO DI MAIO – Detesto mischiare la politica con le religioni, ma è arduo separare gli argomenti stante l’impennata esponenziale degli stanziamenti in Italia di popolazioni di fede islamica. Questa infatti non prevede, dove è praticata, che le leggi civili non coincidano con i precetti di Maometto: pertanto quello che si predica nelle moschee dei paesi “altri”pone problemi di armonizzazione. Ma questa è rifiutata dall’Islam, come quotidianamente si verifica nelle mense pubbliche e negli ambulatori di ginecologa. L’unica armonizzazione realizzabile sembra quella di cedere a tutte le pretese degli immigrati, non essendo ad esempio ipotizzabile lo spostamento a sabato o domenica per esigenze aziendali delle preghiere del venerdì.

È bene richiamare ogni tanto queste realtà, perché a spropositato veniamo continuamente “bombardati”con il nostro “dovere” di integrare i “profughi” ma mi sembra poco verosimile riuscirci con chi non è d’accordo. Se poi consideriamo che il terrorismo internazionale si serve delle moschee, sembra doveroso che l’autorizzazione a costrirne di nuove venga subordinata dalla legge civile a precise garanzie. Sicuramente non ho la preparazione teologica di Crozza, ma mi sembra che i cattolici dovrebbero opporsi alla moltiplicazione dei siti dove si predica e si pratica una dottrina che combatte con ogni mezzo il Vangelo e che da sempre continua a perseguitare i cristiani di tutte le confessioni.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Cattaneo, il 20 marzo al Famedio e convegno sulle 5 Giornate al Cavalieri con Bracalini

Articolo successivo

Il difetto sta nel manico. Quando la Francia eliminò i Templari, aprendo all'Islam