ISLAM E PRIMAVERA ARABA? NO, AVANZA L’ESTREMISMO

di RODOLFO BALLARDINI

La crisi economica che sta travagliando l’Italia e l’Europa ha distolto l’attenzione da un pericolo immanente che se non sarà neutralizzato porrà a rischio la sopravvivenza delle democrazie, degli usi, dei costumi e delle tradizioni dei paesi europei: l’avanzata dell’Islam, con la complicità più o meno volontaria di diverse organizzazioni politiche e religiose che in nome di un finto buonismo e di un distorto concetto dell’accoglienza minano alla base le fondamenta della società.

Mi rendo conto che l’argomento offre il fianco alle solite critiche dei “benpensanti” ed ai giudizi negativi degli ipocriti, ma quando si parla di Islam va precisato che non esiste quello moderato o quello integralista. La base islamica è il Corano con le sue 114 sure che accomuna le due principali correnti, gli sciiti ed i sunniti. Nessuna delle due interpreta quel testo in funzione pacificatrice o mediatrice tra le tre religioni monoteiste. I soloni si sbracciano nel dimostrare che è possibile dialogare con un certo Islam e, come esempio, hanno definito “Primavera araba” le rivolte delle popolazioni di Egitto, Libia e Tunisia. Niente di più falso, si tratta di “Inverno arabo”, che ha giovato solo alle organizzazioni estremistiche come i Fratelli Musulmani e altri partiti sostenitori della sharia. Infatti, in quei Paesi sono saliti al potere musulmani sostenitori della legge islamica.

In Egitto, il governo rivoluzionario ha denunciato il trattato di pace con Israele e non si contano gli attacchi alle istituzioni cristiano copte, con uccisioni di preti e fedeli e stupri di giovani cristiane. La medesima situazione si verificò anche a Betlemme quando la cittadina passò sotto la giurisdizione di Yasser Arafat. Nel giro di qualche anno la percentuale dei cristiani arabi scese dal 60 al 20% attraverso eliminazioni fisiche, violenze sessuali, espropri illegali di beni immobili, chiusura di negozi.

Il candidato alla presidenza egiziana, Tawfiq Okasha in un’intervista rilasciata lo scorso 21 Febbraio, ha predetto che l’Egitto entro tre mesi attacchera’ i suoi nemici, gli Usa, la Germania e Israele. Sempre nel paese delle piramidi, Mahmoud Ghuzlan portavoce dei Fratelli Musulmani, il 17 Febbraio scorso ha dichiarato che sarà realizzato il sogno di un califfato mondiale.

In Inghilterra i carcerati musulmani hanno organizzato un sito web che utilizzano per inneggiare alla guerra santa e per fare proseliti tra gli altri detenuti e dozzine di estremisti, inclusi Abu Hamza, Roshonara Choudhry e Rajib Karim responsabili degli attentati a Londra del 2005, glorificando le loro imprese. Decine di musulmani inglesi, tra i quali anche cristiani convertiti, stanno combattendo in Somalia la Guerra Santa per conto di Al Shabaab, il gruppo legato ad Al Qaeda. Secondo quanto riportato dal quotidiano londinese Telegraph, la situazione di estrema islamizzazione nella quale versa la Gran Bretagna e’ il “brillante” risultato di una immigrazione incontrollata, del multiculturalismo e della incapacità di impedire la diffusione della dottrina jihadista tra i musulmani delle generazioni nate in loco.

L’intelligence britannica è certa che esista una rete internazionale che recluta combattenti per l’Islam dagli Usa, al Canada, all’Europa fino all’Africa.

 

 

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