Gli indipendentisti sardi a Barcellona

di REDAZIONEsardegna

Delegazioni di indipendentisti sardi saranno presenti domenica 9 novembre, a Barcellona, in veste di osservatori internazionali, in occasione del referendum consultivo sull’indipendenza della Catalogna dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale spagnola. Dalla Sardegna partiranno esponenti di Irs e di Sni-Sardigna Natzione Indipendentzia, il cui coordinatore Bustianu Cumpostu ha annunciato anche un sit-in a Cagliari, alle 10 di domenica, in piazza del Carmine, davanti al palazzo del rappresentante del governo. A Barcellona, invece, Irs-Indipendentzia Repubrica de Sardigna sarà rappresentata dal consigliere regionale Gavino Sale, che partirà assieme al collega dei Rossomori, Paolo Zedda, com’è avvenuto in occasione del referendum per l’indipendenza della Scozia.

 

Denuncia alle Nazioni Unite

Sni ha firmato e farà firmare la denuncia-appello dei catalani alle Nazioni Unite e agli organismi di garanzia europei e internazionali contro il no dello Stato spagnolo al referendum sull’indipendenza della Catalogna: “Viola il diritto del popolo catalano a decidere il proprio futuro politico e gli impedisce l’esercizio della democrazia mediante qualsiasi sistema di consultazione riconosciuto internazionalmente”, sostengono gli indipendentisti sardi di Sni.

 

Questa è l’Europa. Renzi al seguito

“Il governo centrale di Mariano Rajoy ha usato ogni mezzo per impedire il diritto di partecipazione, alla libertà di espressione e di opinione del popolo catalano”, afferma Irs, sottolineando come la Generalitat catalana abbiamo comunque indetto il referendum per dare la possibilità ai catalani di esprimersi sull’indipendenza. “Quanto successo in Scozia e in Catalunya deve far riflettere tutta la classe dirigente europea su che tipo di modello istituzionale dobbiamo costruire affinché le spinte verso l’autodeterminazione siano accettate e integrate all’interno di un’Europa solidale e unita, rispettosa delle diversità presenti al suo interno. L’esatto contrario di quello che accade adesso. Questo discorso vale soprattutto in Italia, dove il neocentralismo, grazie all’azione di Renzi, sta prepotentemente diventando cultura di governo e prassi politica. Irs da sempre sostiene il diritto all’autodeterminazione del popolo sardo, così come di tutti i popoli d’Europa”.

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