Io non sono una rottamatrice, sono un’indipendentista toscana

di SUSANNA CECCARDI

Circa un mese fa sono stata contattata dalle altre coordinatrici dei comitati confederali di rinnovamento per la Lega Nord che mi hanno proposto di collaborare ad un progetto che si proponesse di fissare alcuni punti cardinali e programmatici per contribuire in ottica costruttiva e propositiva all’attività del nostro movimento. Ho rigettato le strumentalizzazioni di alcuni giornali che ci hanno definite rottamatrici, Pussy Riot leghiste, o addirittura filogrilline. Tutti epiteti da cui io prendo le distanze sia per formazione politica che per antipatia ideale.

Lo spirito che mi ha animata non è certo quello distruttivo o rottamatore, ma unicamente quello di apportare un maggior contributo alla causa che tutti i leghisti combattono insieme da più di 20 anni. Credo che la Lega infatti sia l’unico movimento in possesso delle soluzioni giuste per rivendicare l’identità e la libertà dei cittadini che si sentono oppressi da uno Stato centralista e tassatore, che non rispetta l’orgoglio e non ascolta le istanze dei singoli popoli. Sono militante della Lega Nord e la rappresento nei banchi del consiglio comunale della mia città convintamente, senza titubanze o ripensamenti.

Le giuste battaglie della Lega da sempre si combattono contro il centralismo, il clientelismo, la perdita della nostra identità, l’oppressione fiscale che uccide il ceto produttivo del Nord a vantaggio del parassitismo statalista romano. Questi sono da sempre i nostri temi e mai la nostra gente li ha dimenticati, nonostante gli errori e alcuni isolati episodi individuali. Un anno e mezzo fa sembrava che la Lega stesse per soccombere, proprio perché, per colpa di pochi, il lavoro di molti pareva perso per sempre. I leghisti però sono di un’altra pasta: dalla base si levò un moto spontaneo che si ribellò all’idea di abdicare a quei valori in cui tutti ci riconosciamo. Il grande protagonista è stato proprio quel Roberto Maroni che con un “colpo di scopa” salvò l’intero movimento. Allo stesso Maroni non si può rimproverare di non lavorare per il rinnovamento. Il fatto che abbia deciso di ritirarsi dal suo ruolo di Segretario, avendo incarichi istituzionali di enorme responsabilità, è la prova di grande lucidità: una ulteriore spinta è necessaria per dare continuità ad un progetto di rinnovamento interno che ancora non è stato ultimato.

Altro che “rottamare”, qui c’è da continuare a lavorare con determinazione e spirito di sacrificio. Le prospettive ci sono. Si avvicina un congresso che porterà nuove idee e nuova linfa, si avvicinano le elezioni europee che dovremo essere pronti ad affrontare con la forza di chi si è sempre battuto contro il centralismo sia romano che europeo. I comitati non sono nati, come qualche maldicente ha insinuato, per sostenere un candidato in particolare. Ognuna di noi ha le proprie preferenze: io personalmente sostengo la candidatura di Matteo Salvini. Sia chiaro però che i Comitati non sono un comitato elettorale, tant’è che al nostro interno le preferenze nei confronti dei singoli candidati sono assolutamente trasversali e trasparenti. Noi siamo innanzitutto combattenti per la libertà, noi siamo leghiste e orgogliose di esserlo. I candidati in corsa sono tutti militanti che hanno un’esperienza almeno decennale all’interno del movimento, hanno combattuto per gli ideali fondanti senza mai mollare, e proprio per questo sono tutti degni di grande rispetto. E’ a tutti loro che noi rivolgiamo il nostro decalogo perché venga accolto ed applicato: i nostri valori non sono bandiere di parte ma patrimonio comune di tutti coloro che amano la Lega.

Dopo tanto tempo che questo non accadeva, nei dibattiti televisivi la Lega è tornata a parlare della causa indipendentista. Anche in Toscana la Lega ha approvato all’unanimità una mozione programmatica in cui ribadiamo l’obbiettivo prioritario dell’indipendenza del popolo toscano, dando prova di ritrovata unità interna e rafforzata spinta ideale. E’ per questo che respingo con forza determinate strumentalizzazioni o frasi e intenti che mi sono state attribuite ma che non ho mai pronunciato. Io voglio bene alla Lega, di cui mi onoro di fare parte. Ogni militante deve farsi guardiano e promotore del progetto che fu approvato molti anni or sono e che è ancora incredibilmente attuale, l’Indipendenza della Padania, confederazione di tutti quei liberi popoli che molti anni fa hanno aderito con determinazione ed entusiasmo a questo progetto comune.

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