«FARNETICA CHI PARLA DI UN’INSUBRIA SENZA MILANO»

di REDAZIONE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Domà Nunch reagisce fermamente alle reiterate esternazioni di alcune parti politiche che suggeriscono l’adesione delle Provincie di Como e Varese alla Svizzera.

«Sono solo farneticazioni » ha dichiarato Matteo Colaone, Segretario Nazionale di Domà Nunch. «Idee come queste, possono solo essere pronunciate da chi non ha una minima coscienza storica oppure da coloro che, con fumose chiacchiere, cercano di far colpo sulla stampa.

Noi siamo stati i primi a riconoscere che il confine produce problemi economici e culturali reali; una soluzione che veda la separazione di parte del territorio insubre dal resto del corpo nazionale è inaccettabile, pericolosa e soprattutto inapplicabile. Lo Stato italiano non permetterebbe mai la secessione di un paio di provincie, che da sole non possono esprimere un sufficiente potere contrattuale; secondariamente, è ridicolo il solo pensiero di mettere una dogana sul confine con la Provincia di Milano, che so – tra Uboldo e Rescaldina o tra Arosio e Briosco»!

Concludendo, il tentativo di dividere l’Insubria per combattere un sopposto “Milano-centrismo” è stata così commentata: «Se veramente vogliamo lavorare per l’autonomia dell’Insubria guardando al modello elvetico, l’unica via percorribile è quella proposta da Domà Nunch: un’Insubria unita, con al centro Milano, i cui rappresentanti allaccino nuove relazioni diplomatiche con gli Svizzeri e collaborino per una progressiva integrazione politica dei rispettivi territori basata su un patto confederale.

E ciò sarà possibile non appena Domà Nunch spazzerà via l’attuale governo della Regione Lombardia».

 

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