Insegnanti, passa dal 30 al 15% chi rifiuta di fare il test prima dell’avvio scolastico

Effetto ‘media’ sugli operatori scolastici. Dopo la diffusione dei dati sul rifiuto ai test sierologici dal medico di famiglia, che avevano registrato il 30% dei ‘no’ da parte degli assistiti convocati per lo screening in ambulatorio, si è verificata un’inversione di tendenza. “In pochi giorni il dato del rifiuto si è dimezzato, è rimasto solo un 15% degli operatori a non accettare l’appuntamento”. Lo riferisce Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) che, attraverso l’Adnkronos Salute, aveva diffuso martedì i dati sulle opposizioni all’analisi sierologica. Una notizia che, in breve tempo, ha creato reazioni e critiche. “Credo che gli operatori scolastici – spiega Scotti – siano stati sensibilizzati dall’informazione che li riguardava. Hanno avuto modo di saperne di più, di riflettere sul significato e l’importanza del test. E forse si sono anche sentiti un po’ punti nell’orgoglio e investiti di responsabilità. Fatto sta che già il giorno dopo che la diffusione dei dati, in molti hanno richiamato per prendere nuovi appuntamenti”. Scotti ha ricordato che ogni medico di famiglia che partecipa allo screening ha circa 30 pazienti che possono, volontariamente, sottoporsi ai test”. “Nel mio studio, ho dedicato un’intera giornata ai test. Tutte le persone che avevano diritto erano state invitate la scorsa settimane. E ieri, grazie al lavoro della mia assistente, sono state richiamate anche tutte le persone che avevano rifiutato”.

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