Inps, la vergogna della quarantena non riconosciuta dal governo. Fortuna che c’è la Lega a vigilare su Pd, 5 Stelle e Leu. Ma tranquilli che a Napoli non tolgono il reddito di cittadinanza

di Roberto Bernardelli – Premessa: il reddito di cittadinanza ai napoletani, che vantano il record nazionale degli incassi, non lo toccheranno. Sarà regolarmente regalato a chi non lavora. Ora veniamo allo scandalo del momento. Se la quarantena per contatto Covid non e’ piu’ considerata malattia, allora  per assurdo il covid non esiste. Se non è riconosciuto il contagio e la polmonite bilaterale, allora perché vaccinarci? perché la mascherina, il distanziamento? Ebbene, su questa colossale cazzata del secolo, ovvero il governo che non prevede stanziamenti per l’Inps per coprire malattia e previdenza per i periodi obbligatori di quarantena, i sindacati confederali scendono sul piede di guerra. L’Inps dopo voci e anticipazioni, ha finalmente chiarito con una circolare che l’indennita’ di malattia per quarantena Covid non potra’ essere erogata per gli eventi avvenuti relativi al 2021, ma solo per tutto il 2020 nel limite delle risorse stanziate.

Ma stiamo scherzando? A quelli che “prima gli italiani”, va ben così? Leggo anche che la norma riguarda solo i dipendenti privati, non gli statali. I lavoratori fragili, non gli statali. Ma che stranezza. Ci si occupa solo di sbarchi e di mandare indietro i profughi afgani? O si va a cena a Villa Certosa senza proferire parola su questo scandalo? In una lettera – in possesso dell’AGI – firmata da Cgil, Cisl, Uil (Rossana Dettori, Angelo Colombiani, Ivana Veronese) e inviata ai ministri Andrea Orlando e Daniele Franco che ha come oggetto ‘Tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del settore privato in quarantena’ i sindacati si dicono fortemente preoccupati e chiedono “un intervento normativo urgente che consenta all’Istituto di assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori le tutele”. La pubblichiamo anche noi.

“Egregi Ministri, – si legge nella lettera – in riferimento al messaggio Inps n. 2842 del 6 agosto 2021, avente a oggetto Tutela per la quarantena, per i lavoratori “fragili” e per la malattia conclamata da Covid-19 (articolo 26 del decreto-legge n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020). Ulteriori indicazioni, esprimiamo profonda preoccupazione per l’affermazione che l’Istituto, con valenza retroattiva a partire dal 1 gennaio 2021, “non potra’ procedere a riconoscere la tutela previdenziale”, disposta dal comma 1 dell’art. 26 del decreto legge 18/2020 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020, per tutte le lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del settore privato”. “Questo mancato riconoscimento delle tutele – aggiungono – si aggiunge a quello per i lavoratori fragili di cui comma 2 del citato articolo 26 – gia’ sottoposto all’attenzione del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, e del Ministro della Salute, Roberto Speranza, nella lettera da noi inviata il 28 luglio u.s. -, che non si vedranno riconoscere la prestazione dal 1 luglio 2021. La mancata equiparazione dei periodi trascorsi in quarantena o sorveglianza fiduciaria a malattia pone, inoltre, seri interrogativi sia su come potranno essere riconosciuti tali periodi di assenza da lavoro per le lavoratrici e i lavoratori che improvvisamente si trovano privi delle tutele che erano previste dalla norma, sia su come sara’ assicurata la copertura retributiva e contributiva. Siamo, quindi, a richiedervi un intervento normativo urgente che consenta all’Istituto di assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori le tutele previste dall’articolo 26 del decreto-legge n. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 27/2020, dal 1 gennaio 2021 e fino al termine dell’emergenza sanitaria”.

Ecco, magari anche il capo dello Stato potrebbe avere un sussulto e dire la sua. E’ presidente di tutti, così pare.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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