COME INNO NAZIONALE PROPONGO “FIN CHE LA BARCA VA”

di VITTORE VANTINI*

Caro Gilberto Oneto, non ripeterò che ti leggo sempre con divertito interesse. E’ scontato. Ma nel tuo articolo, quello in cui parli dell’Inno di Mameli, non hai tenuto conto di alcuni gravissimi fattori, tra i quali svetta il calcio, gioia e tormento del misto-mare italiota. Ignorantissimo di tutto, ma concorrente di Pico della Mirandola about pallone. In attesa di una “Repubblica del Nord”, cosa dovremmo far cantare ai pedatori, che, se non toccano le vette di malcostume, di corruzione e di abissale disonestà dei politici, seguono a ruota (Pardon! Questo è ciclismo!), mi correggo: li marcano strettamente? Poverini ci hanno messo anni ad impararlo e (basta guardarli) lo cantano senza capire una mazza delle parole, che, peraltro, sono alquanto astruse e orrende (Mi perdoni Mameli. Uno dei tanti ingannati e caduti generosamente).

E, allora, proviamo a proporre alcune alternative:

– Azzurro (Celentano), che evoca il bel cielo dello Stivale e il colore delle maglie, ma che, purtroppo, sorvola su pizza, mafia, camorra, ndrangheta e mandolino. Caratteristiche tipiche e irrinunciabili. E che, quindi, ha il difetto di essere solo parzialmente rappresentativo.

– Va pensiero (Verdi), che, però, è già stato sputtanato dalla Lega e che contiene in sè un atroce dubbio: il termine “pensiero” è o no riferibile all’attività delle teste leghiste e a quelle degli ingenui e sprovveduti che ci credono ancora?

– Fin che la barca va (Berti) che, ottima per molti aspetti, ha il difetto di non dire la verità: la “barca” è già andata a farsi fottere, perchè comandata da troppi Schettino, incapaci e perdipiù ladri e parassiti.

– Noi vogliam Dio (Inno ecclesiastico) potrebbe essere una soluzione bipartisan. Ma quelli che non ci credono? E, poi, pagherebbe la SIAE o l’IMU? Mi attanaglia il dubbio se sarebbe considerato canto proprio dell’attività religiosa (quindi esente) o canto di spettacolo, in uno con la struttura “stadio”. Però però mi piacerebbe vedere Napolitano che lo canta!

Si potrebbe continuare. Ma, mentre stavo concludendo queste righe, mi è balenato un pensiero che (modestamente) giudico geniale e di alta poesia. Un inno davvero appropriato! Eccolo qua:

Osteria del Mariomorti parapunzipunzipò

i più driti xe tutti storti parapunzipunzipò

i ne tromba sobriamente e in scarsela non xe più niente.

Ora mi fermo, perchè l’arbitro ha fischiato il calcio d’inizio. Cordialità a tutti.

*Unione Padana

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