Inizia l’era Biden. Bernardelli: gli Usa terra di libertà, e anche di indipendenza e federalismo.

di Roberto Bernardelli – La libertà, le grandi contraddizioni ma anche le grandi sfide che, da sempre, nei secoli, gli Stati Uniti dimostrano di governare. L’insediamento di un presidente alla Casa Bianca a me personalmente ricorda la dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti e il principio per il quale la tassazione è legata alla rappresentanza.

Oggi gli Usa accolgono Biden, e lo ascoltiamo volentieri. “I cittadini degli Stati Uniti d’America non possono accettare che vengano dette bugie per sete di potere e profitto da chi ha invece giurato di difendere il Paese – ha detto Joe Biden, che si è insediato ufficialmente come 46mo presidente degli Stati Uniti d’America. “Il passato – ha spiegato Biden – ci ha insegnato che ci sono bugie dette per sete di potere e profitto, ma noi siamo americani e non ammettiamo che queste bugie vengano dette da chi ha giurato di difendere la Nazione”.

Parlando delle future prospettive per l’amministrazione, l’inquilino della Casa Bianca ha aggiunto: “Capisco che molti dei miei concittadini vedono un’ombra grigia sul futuro, perche’ temono di perdere il lavoro, di non riuscire a pagare il mutuo, di non accedere al servizio sanitario. La risposta pero’ non e’ quella di chiudersi di fronte chi ha una religione diversa, a chi legge le notizie altrove e ha altre opinioni. Se mostreremo tolleranza e unita’ e se, come diceva mia madre, ci metteremo per un secondo nei panni degli altri, non ci sara’ nulla in grado di sconfiggere la nostra fede nel futuro”. A conclusione del suo discorso d’insediamento, Biden ha preso in prestito alcuni passaggi biblici e ha affermato: “Vi prometto che terremo duro e stringeremo i denti durante la notte, ma al mattino giungera’ la gioia”.

Biden ha affettuosamente abbracciato Barack Obama, il neo presidente degli Stati Uniti Joe Biden dopo il discorso dell’inaugurazione. Poi e’ andato a salutate l’altro predecessore, George W. Bush, prima di lasciare la scalinata di Capitol Hill dove ha giurato come 46esimo inquilino della Casa Bianca.

“La nostra storia – ha detto ancora l’inquilino della Casa Bianca – e’ stata caratterizzata da un tiro alla fune di problemi e di difficolta’, la battaglia e’ sempre davanti a noi e la vittoria non ce la assicura nessuno. Per questo dobbiamo vederci non come avversari ma come vicini, unire le forze e smettere di urlare, in modo da abbassare la tensione. Perche’ senza unita’ non c’e’ pace, c’e’ solo rabbia e caos. Questo e’ il nostro momento storico, fatto di crisi e di problemi, ma l’unita’ e’ cio’ che ci portera’ avanti. Se saremo davvero ‘Stati uniti d’America’ non perderemo mai”. Biden ha quindi aggiunto: “In questo momento, in questo luogo ricominciamo daccapo. Torniamo ad ascoltarci e a mostrarci rispetto: non bisogna per forza distruggere, combattere, vivere in conflitto”.

“La politica non deve essere un incendio divampante, distruggere tutto nel suo percorso. Ricominciamo, tutti insieme”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha chiesto di “respingere la manipolazione dei fatti e la disinformazione”.

Speriamo lo prendano sul serio le piattaforme social.

E mentre i nostri politici salutano il nuovo presidente, restano i nostri “carnefici” in una politica che ricava le risorse per mandare avanti il paese quasi esclusivamente dai redditi fissi, che sovverte anche i pilastri della democrazia liberale e la sua regola centenaria:” No representation without taxation”. Oltre a quelle dell’etica pubblica e della decenza quando include nel PIL i proventi del traffico di droga, della prostituzione e tratta egli esseri umani, del contrabbando. Ma questa è una vergogna anche europea.

Onorevole Roberto Bernardelli – Presidente Grande Nord

 

Foto di Gayatri Malhotra

 

 

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