LO STATO PRODUCE DENARO FALSO, DEBITO E… GUERRE

di ANTONIO MANNO*

Non sono un pessimista, neanche un cosiddetto “cospirazionista”, semplicemente sono qualcuno che prova a leggere la realtà avendo riacquistato la capacità di utilizzare la logica, il senso comune ed il pensiero critico grazie allo studio, tutto qua! Il sistema monetario mondiale è vicino al punto di rottura, il sistema della banche centrali ha “salvato” il modello sociale del “crony-capitalism” (capitalismo clientelare, solo una pessima parodia del capitalismo vero) e del sistema monetario delle istituzioni finanziarie e dei debiti sovrani stampando una quantità abnorme di denaro prodotto dal nulla (denaro falso in parole più semplici).

Il meccanismo è abbastanza semplice: lo Stato continua a produrre debito “sovrano”, le banche continuano a comprare tale debito con il denaro falso ceduto gratuitamente dalle Banche Centrali (senza tale denaro gli Stati sarebbero falliti decenni addietro), queste ultime continuano a stampare il denaro falso prodotto dal nulla (la cosiddetta stampante monetaria). E’ un circolo chiuso! Il denaro falso prodotto dal nulla scorre tra la banca centrale, lo Stato e la banca commerciale.

Questa quantità infinita di denaro falsificato si ferma però nei bilanci di una di queste entità, ovvero nel bilancio della banca centrale, dello Stato o della banca commerciale come “eccesso di riserva”, ma mai e poi mai “straborda” nell’economia reale, ovvero nelle tasche nostre. Lo so, continuate a chiedervelo: perché? Ma è evidente il perché; perché se strabordasse nelle nostre tasche, data l’enorme quantità di denaro falsificato accumulato nei loro bilanci (il denaro, anche se falsificato, è pur sempre un bene economico e quindi rimane e non sparisce) e la relativa pressione sugli stessi bilanci accumulata in decenni di tali politiche (almeno sin dalla Nixon Shock del 1971), provocherebbe una vera e propria innondazione di denaro di carta nell’economia reale. Ovvero provocherebbe l’unico pericolo che fa tremare i polsi all’élite sociopatiche che ci governano, ovvero la temutissima iperinflazione monetaria sullo stampo di quella che distrusse la Repubblica di Weimar.

Provate ad immaginare la diga del Vajont, ovvero i bilanci delle istituzioni, e pensate alle continue “piogge” che da anni cadono ininterrottamente sul bacino, ovvero la continua immissione di denaro falso come i famosi programmi di “stimolo monetario” come il “Quantitative Easing” americano o il recente LTRO delle banche centrali.

Il grande rischio che stiamo correndo è che questa perversa continua immissione di denaro stia arrivando al limite fisico della diga, ovvero i bilanci delle banche centrali, degli Stati e delle banche commerciali, questa massa di denaro stia per raggiungere il suo limite naturale di sopportazione; infatti tale massa di denaro liquido immessa è cosi abnorme che sta rompendo l’argine della diga, rischiando di distruggerla e di provocare un vero e proprio tsunami iperinflattivo sui prezzi, sino a rischiare di provocare la totale distruzione del sistema monetario. Il denaro è un bene economico, sottosta alla legge della domanda e dell’offerta, anche se la sua funzione non è di essere consumato bensì di facilitare gli scambi economici, di proteggere, per quanto è possibile, dall’incertezza del futuro e di rendere possibile il calcolo economico. Se l’offerta di denaro aumenta improvvisamente, il suo “prezzo” precipiterebbe, ci sarebbe la corsa a scambiarlo per beni reali, qualsiasi bene reale, prima dell’ulteriore e continua discesa del prezzo. Tutti se ne renderebbero conto, anche il più scemo tra di noi, fino a scambiare il proprio denaro, per qualsiasi quantità se ne possegga, per qualsiasi cosa e a qualsiasi prezzo: l’iperinflazione.

Ma a questo punto devo pormi un’ulteriore domanda: come reagirebbero le élite politico finanziarie ad un tale shock? Come reagirebbero ad un collasso completo e totale del sistema monetario? Chi sarebbe il capro espiatorio? A chi darebbero la colpa delle loro perverse politiche monetarie provocate da loro stessi? Certamente non lascerebbero che la verità venga a galla. Loro sanno quello che stanno facendo, loro sanno quali sono le conseguenze reali delle loro decisioni, nonostante ci dicano esattamente il contrario! E allora, come reagiranno?

La risposta logica e tremenda è solo provocando un altro grande “shock” esterno.

Ma cosi grande da giustificare anche lo shock inflattivo, anche l´avvento di una leggera iperinflazione: loro non sono scemi e sanno perfettamente che l´iperinflazione verrà con l’inesorabilitàdi una legge di natura! E quale potrebbe essere questo shock esterno? Beh, non hanno che l’imbarazzo della scelta tra le tante opzioni che hanno disseminato nell’intero pianeta, sono decenni che lavorano anche su questo fronte, loro non sono scemi. La chiusura dello Stretto di Hormutz per lo scoppio della guerra in Iran, oppure la chiusura improvvisa dei canali commerciali internazionali per l’accelerazione di una grave crisi come la Corea del Nord, l’Egitto, la Siria, Occupy Wall Street ecc. ecc.? Questo “shock” provocherebbe un periodo di iperinflazione e la guerra e la paura sono sempre anche un ottimo motivo per chiedere uno Stato ed un governo più forte ed oppressivo di rimettere ordine: prendetevi anche la mia libertà, datemi un po’ di iperinflazione, ma proteggetemi dalla violenza e dalla paura.

Attenti allora alle news che ci propinano, cerchiamo di rimanere all’erta e soprattutto affidiamoci alla logica, al pensiero critico e al senso comune. Non dobbiamo mai dimenticare, neanche per un attimo, che abbiamo a che fare con elementi pericolosissimi, con sociopatici che non hanno nessun sentimento di empatia nei confronti del prossimo e che giocano con le crisi, le guerre ed i genocidi cosi come noi giochiamo a burraco o al calcio balilla.

*Riecho-economiaeliberta.blogspot.it/

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