Inflazione al galoppo, più 6,4% ad aprile. E siamo solo all’inizio. Rincari oltre i 2000 euro annui a famiglia

Andiamo con ordine. Il carrello della spesa ci costerà di più. “L’inflazione, seppur in calo al 6% ad aprile, continua a rappresentare un dramma per le tasche dei consumatori e deve portare il governo ad adottare provvedimenti urgenti a tutela delle famiglie e del loro potere d’acquisto”. Lo afferma Assoutenti, commentando i dati diffusi dall’Istat. “Ad aprile si registra un nuovo record per i prodotti alimentari, i cui prezzi crescono dal +5,8% di marzo al +6,4% di aprile – spiega il presidente, Furio Truzzi -. Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +479 euro annui. Proprio il forte incremento dei listini nel comparto alimentare ha portato, secondo gli stessi dati Istat, ad una forte riduzione dei consumi alimentari da parte delle famiglie, che si sono ridotti del 6% rispetto al 2021”.

“Siamo in presenza di una emergenza che conferma tutte le denunce sui rincari dei listini lanciate da Assoutenti nelle ultime settimane – prosegue Truzzi -. Temiamo che sui prezzi, oltre all’effetto Ucraina, si stiano registrando in Italia fenomeni speculativi che danneggiano in modo pesante le famiglie. Il Governo non può restare a guardare e, di fronte a questa situazione di crisi, deve adottare misure straordinarie, a partire da prezzi amministrati per i generi di prima necessità come gli alimentari di cui le famiglie non possono fare a meno”.

I calcoli sulla spesa media che aumenta sono impressionanti. Secondo i dati definitivi di aprile resi noti ieri dall’Istat, l’INFLAZIONE scende su base annua dal +6,5% di marzo al +6%. “Se è positivo che l’INFLAZIONE scenda rispetto al dato provvisorio e a quello di marzo, una dimostrazione del fatto che gli interventi del Governo su luce, gas e benzina sono andati nella giusta direzione, resta il fatto che si tratta di provvedimenti insufficienti e che la strada è ancora tutta da percorrere. I dati di oggi, ad esempio, dimostrano che il bonus di 200 euro deciso dal Governo per affrontare il caro vita è del tutto inadeguato, è una goccia nel mare, visto che l’INFLAZIONE al 6% significa un aumento del costo della vita, per una famiglia media, pari a 1701 euro su base annua, ossia 8 volte e mezzo di più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Se consideriamo una coppia con 2 figli, dove entrambi i genitori lavorano e hanno un reddito inferiore a 35 mila euro di reddito e, quindi, avranno un contributo complessivo di 400 euro, l’INFLAZIONE determina una stangata da 2118 euro su base annua, oltre 5 volte il bonus. Di questi 2118 euro, 496 servono per il solo carrello della spesa, 918 se ne vanno per Abitazione, acqua ed elettricità, 524 euro per i Trasporti, 479 per prodotti alimentari e bevande. Per una coppia con 1 figlio, la batosta è pari a 1987 euro, 921 per l’abitazione, 457 per i trasporti, 431 euro per cibo e bevande, 448 per le spese di tutti i giorni. Anche considerando un single con meno di 35 anni, il rialzo annuo complessivo è di 1425 euro, 7 volte il bonus di 200 euro, 857 per l’abitazione, 193 euro per mangiare e bere, 202 per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Non parliamo poi delle coppie senza figli con meno di 35 anni che hanno una maggior spesa annua di 2145 euro o delle famiglie numerose con più di 3 figli, che hanno la mazzata record pari a 2370 euro, 525 solo per il cibo e 543 per il carrello della spesa” conclude Dona.

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