Indulto per indipendentisti. Bernardelli: era ora. E il Nord quando si dà una mossa?

di Roberto Bernardelli – Il governo spagnolo approverà questa settimana l’indulto per nove leader indipendentisti catalani incarcerati. Lo ha annunciato il premier spagnolo, Pedro Sanchez. Già oggi la questione sarà discussa istituzionalmente ma oramai il dado è tratto.

Si chiude così una pagina nera per la democrazia, nel silenzio e nell’indifferenza dell’Europa. Per non parlare dei partiti che dicono di avere a cuore la sovranità dei popoli.

“Potremmo tornare ai rimproveri, rimanere bloccati nei problemi. Cercare piu’ colpevoli […]. Oppure dedicare il nostro tempo e le nostre energie a risolvere il problema e scommettere sulla concordia, che significa letteralmente ‘con il cuore’. Cosi’ ha deciso il governo spagnolo […]. Pensando nello spirito costituzionale della concordia, proporro’ al Consiglio dei ministri di concedere l’indulto ai nove condannati nel processo sul movimento secessionista”: sono le parole con cui il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato l’intenzione di concedere l’indulto ai leader indipendentisti della Catalogna condannati dopo il tentativo di secessione del 2017. Sanchez ha parlato in un evento politico organizzato ad hoc al teatro Liceu di Barcellona.

Il governo, dopo quattro anni, ci ripensa. E cerca il dialogo. Il cammino per l’indipendenza non si ferma, e i fatti con determinazione è arrivato un commento che riapre i giochi.

L’indulto ai leader indipendentisti della Catalogna in carcere e’ “un primo passo” ma ancora “insufficiente”: e’ quanto sostiene Pere Aragone’s, presidente di questa regione spagnola. “La repressione contro i cittadini della Catalogna e’ molto piu’ estesa” a causa “di diversi procedimenti giudiziari”, per cui la soluzione e’ “l’amnistia”. “Dovra’ esserci un negoziato tra i due governi”, ha aggiunto Aragone’s, spiegando che gli obiettivi sono che i leader catalani ora all’estero possano “tornare liberamente” in Spagna, che “non vada piu’ nessuno in carcere” e che si possa votare “sul futuro politico della Catalogna” in un “referendum”.

Musica per chi ama la libertà e crede nell’affermarsi del principio di autodeterminazione. Le Costituzioni non sono eterne, gli stati non sono immodificabili.

Gli imperi cadono. E in Italia? In Italia i referendum anche solo consultivi sono censurati e occultati. E chi dovrebbe battere i pugni sul tavolo si limita a tifare ed esultare per i gol lombardi dei calciatori agli Europei.

L’autonomia, governatore Fontana, che fine ha fatto? E’ sempre in fuorigioco o espulsa dal campo?

Onorevole Roberto Bernardelli Presidente Grande Nord

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Tragedia Pioltello: in 10 a processo a ottobre per il deragliamento del treno

Articolo successivo

Mascherina, i tanti modi per (non) portarla