Indulto in bilico per gli indipendentisti catalani in carcere

La concessione o meno dell’indulto ai 12 indipendentisti catalani in carcere per il referendum illegale del primo ottobre 2017 e’ una decisione che deve essere presa dal governo spagnolo ma tutto cio’ che aiuta a raggiungere la “riunione e’ positivo”. Lo ha affermato in un’intervista radiofonica a “Cadena Ser” Salvador Illa, candidato alla presidenza della Catalogna del Partito socialista catalano (Psc) alle elezioni del 14 febbraio scorso ed ex ministro della Salute. Secondo Illa, questa decisione deve essere presa dal governo sulla base di “convinzioni” e non di “congiunture politiche”. A questo proposito, l’esponente socialista ha affermato di “non aver dubbi” che il primo ministro, Pedro Sanchez “agira’, come ha sempre fatto, all’interno della legge, in difesa dello stato di diritto e sulla base delle sue convinzioni”.

A queste condizioni “non concederei l’indulto” ai 12 indipendentisti catalani in carcere per il referendum illegale del primo ottobre 2017. Lo affermato in un’intervista televisiva ad “Antena 3” l’ex primo ministro socialista della Spagna, Felipe Gonzalez, spiegando che sebbene la Costituzione spagnola “non ha nemici” non ammette “che qualcuno rompa unilateralmente le regole del gioco”. In merito al mancato pentimento dei leader indipendenti, una della ragioni alla base della decisione di ieri contenuta nel rapporto della Corte suprema di negare l’indulto, secondo l’ex premier e’ una “parola antiquata”. A questo proposito Gonzalez ha chiarito che la Costituzione spagnola non e’ “militante”, cioe’ non esige l’assunzione di certi valori, come avviene in Francia, anche se non permette di rompere unilateralmente le regole del gioco. “Questa politicizzazione della giustizia o ‘giudiziarizzazione’ della politica e’ un disastro”, ha evidenziato Gonzalez.

L’eventuale concessione dell’indulto agli indipendentisti catalani in carcere per il referendum illegale del primo ottobre 2017 sarebbe tra “i piu’ giustificati” concessi negli ultimi 40 anni dallo Stato spagnolo. Lo ha affermato il presidente dei Paesi Baschi, Inigo Urkullu, evidenziando che cio’ potrebbe contribuire ad una “futura coesistenza basata sul dialogo politico”, ed aggiungendo che lo scenario attuale e’ dovuto al fallimento di un modo di fare politica del passato. Secondo Urkullu, questo fallimento e’ stato motivato da coloro che hanno provocato l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola (che permette allo Stato di adottare un meccanismo coercitivo contro le comunita’ autonome che mettono a rischio l’integrita’ nazionale) e che ha portato alla sospensione temporanea dell’autonomia della Catalogna nei giorni immediatamente successivi al referendum illegale.

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