Indipendenza Veneta, non fatevi la guerra. Ma la guerra è in corso

di PAOLO IL DOLOMITICO

Quando Alessandro Dumas diede vita ai 3 moschettieri, conoscendo bene l’animo umano, assegnò ad ognuno di loro aspetto diverso e diversa fisionomia caratteriale. Aggiungendo D’artagnan, completò l’opera della unione delle diversità, indicando questa, a noi lettori, come modello per la soluzione di un problema. Condensò il tutto nella sintesi: “tutti per uno e uno per tutti”. Anche se erano personaggi di fantasia i 3 moschettieri, per giungere all’obbiettivo, pur nella diversità di pensiero, sapevano superare insieme ogni avversità. Sicuramente in ogni contesto, grazie o a causa della molteplicità delle interpretazioni di lettura di una determinata situazione (sociale, umana, religiosa, scientifica o politica che sia), possono nascere mille motivi di frattura, come possono anche essere trovate infinite giustificazioni per rifiutare o scaricare responsabilità nel caso in cui le “cose” non dovessero girare a dovere, ergo: la colpa è sempre di qualcun altro.

Oggi il problema esiste all’ interno di Indipendenza Veneta. Quello che all’inizio poteva apparire come un elemento di democratica ginnastica dialettica, interna ad un movimento giovane ed in crescita, si sta ora rivelando come una grave frattura ed una pesante incognita sul futuro dell’unità del movimento stesso, facendo cadere qualcuno persino nell’insulto. Ogni minuto perso a fare guerre interne equivale però ad un anno di lavoro sprecato o, peggio ancora, di ritardo sulla tabella di marcia. I nostri moschettieri, ai quali abbiamo consegnato la nostra fiducia e la nostra stima, che hanno in mano i nostri sogni e forse anche il nostro destino, sappiano trovare la quadratura del cerchio. La situazione è critica, ma la forza di volontà fa superare ogni ostacolo. La ragione porta alla soluzione di ogni problema. La tenacia annulla le difficoltà ed accompagna l’uomo in vetta. Noi tutti sappiamo che i nostri capi hanno l’intelligenza, la capacità e l’esperienza per farci uscire dalla crisi. Loro sanno di avere la stima, la fiducia ed il più sincero affetto mio e della maggior parte degli indipendentisti veneti. Facciano, perciò, come credono, ma per quanto essi stessi significano per noi tutti e, per non sciupare ciò che hanno fatto per tutti noi, trovino la soluzione alla attuale incresciosa situazione. Facciano come vogliono, ma ci facciano uscire dalle sabbie mobili in cui stiamo sprofondando ed in cui il fratello accusa il fratello.

Non mi interessa proprio sapere chi abbia iniziato le ostilità, o chi sia il responsabile di quanto sta accadendo. Non voglio, inoltre, conoscere chi abbia torto o ragione, cosa dica lo statuto o quali siano le determinazioni degli organi direttivi, grandi, medi o piccoli che siano. Chi ne ha la facoltà faccia come può e trovi l’ ”escamotage”, che sia di equa mediazione tra le diverse posizioni, usi il potere che ha. Usi invece la fantasia se non trova tale rimedio e faccia come vuole: lo costruisca o lo inventi, ma dai prossimi passaggi mi aspetto che i nostri capi escano con una soluzione che non sia di rottura, bensì di unione.

Nel fare la tessera di I.V. ho riconosciuto al movimento i motivi per cui meritarsi la mia fiducia ed ho assunto l’impegno di essere seguace riconosciuto, non solo della mia fede indipendentista, ma anche di quella stessa tessera e dei massimi esponenti di questa organizzazione. Reputavo e continuo a reputare INDIPENDENZA VENETA un faro ben diverso e migliore di altri riferimenti indipendentisti del presente e del passato ed è a questo movimento che intendo nuovamente sottoscrivere l’impegno antico. La via di soluzione che auspico, però, non è la frattura che si intravede, ma è quella del dialogo, della comprensione , della mediazione, della capacità di sorvolare o di essere superiori a certi comportamenti , anche se, pur di risolvere un problema, questo potrebbe voler dire rinunciare ad un pizzico di ragione, (mio nonno diceva che in certe situazioni era sempre meglio “aver 5 franchi de mona in scarsela”). Le due parti sappiano fare, pertanto, se necessario, uno, due, mille passi indietro, PER IL BENE DI TUTTI, perché lunedì non devono esserci né vincitori, né vinti, ma solamente la riaffermazione del comune principio dell’INDIPENDENZA VENETA.

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L’appello del nostro collaboratore sembra per ora caduto nel vuoto se si tien conto che oggi il segretario di Indipendenza Veneta, Lodovico Pizzati, ha emesso un’ordinanza con cui ha sospeso alcune delibere assunte dal Consiglio direttivo nazionale solo la sera prima. Una di queste stabiliva la diffida a Plebiscito 2013 (creato fra gli altri proprio da Pizzati) di utilizzare il simbolo di Indipendenza Veneta. Come si vede – e come L’Indipendenza aveva purtroppo previsto – la guerra interna fra le due fazioni è totalmente in corso. (g.l.m.)

 

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30 Comments

    • Non dade redda a ghi vi dige che è giusdo che il Veneto si separi dalla BADRIA! Siamo duddi fradelli,voi che pagate e noi che poveri sfordunadi benefiggiamo della vosdra generosidà.

  1. I caregari imperversano sia di là (itaglia) sia di quà (Veneto).
    In realtà, ma pochi se ne sono resi conto, l’itaglia non esiste perchè illegittima, illegale e solo per menti condizionate va rispettata. Il Veneto è già libero, la Lombardia non è mai stata italiana. Studiatevi la Storia (data importante 1840) e poi ripassate da qui. E’ in corso Way4freedom operazione giuridica internazionale per ottenere il riconoscimento dalle Nazioni Unite della Sovranità del Popolo Veneto/Lombardo/Mantovano e la legittimità Internazionale della propria esistenza. Poi continuerà il progresso delle Genti (o nazioni o etnie) libere. WSM.

  2. Mi dispiace sapere che ci sono delle divisioni all’inerno,sembrava fosse un movimento serio ma queste continue divisioni fanno star male la gente,il popolo veneto che ci crede..voi che siete davanti, non dovete stancare la gente , la dovete indirizzare verso la libertà…la luce.. La speranza..non fate i soliti taliani..c’e ne sono fin troppi

  3. Sogno solo movimenti di persone indipendentiste, non nuovi partiti che si accomodino su poltrone italiane.

    Il primo requisito di ogni movimento indipendentista dovrebbe essere il rifiuto di presentarsi ad elezioni italiane e soprattutto di votare con regole italiane.
    Indipendenza veneta non lo fa, e per me è pari alla lega di Tosi e Maroni.

  4. A quando un nuovo partito? dai su così si ravviverebbe la democrazia interna nel casino…ehm mondo indipendentista.
    In principio Veneto Stato poi Indipendenza Veneta il prossimo quale sarà? e il prossimo ancora? beghe, 4 voti alle elezioni, proclami di referendum ad Ottobre e invesse?
    it’s the same old story….

  5. Cari tosi voi che seguite lo sviluppo della situazione potete dirmi a chi fanno riferimento i due siti di Indipendenza Veneta?
    Perché cercando con Google ho trovato un indipendenzaveneta.net.ve e un indipendenzaveneta.net.
    Sono in mano alle due opposte fazioni?
    E se sì, da chi sarebbero composte?
    Vi ringrazio parché no ghe ne capisso gnente.

  6. Veneti, almeno voi che avete più possibilità di noi Lombardi, dovete trovare assolutamente la forza di portare avanti assieme la battaglia indipendentista prima che sia troppo tardi …
    il tempo stringe, le regioni PadanoAlpine si stanno pericolosamente avvicinando al terzo mondo, NON c’è più spazio per questioni di lana caprina o discussioni sul sesso degli angeli (in quello sono già esperti a roma) quindi forza avanti pancia a terra

  7. Cito questo articolo. Se ormai la separazione sembra inevitabile, che avvenga in serenità senza continui battibecchi che fanno solo il male del Veneto. Ognuno prenda la via che ritiene più giusta per lui. Ma ricordiamoci che l’obiettivo è unico:l’indipendenza.

  8. Io non ho capito quale sia, o sia stato il problema all’interno di IV. Qualcuno me lo può spiegare?
    Leggo spesso critiche sulla costituzione del comitato referendario Plebiscito2013, ma secondo me è stata una mossa giusta, per creare una base indipendentista trasversale e apartitica (IV è comunque un partito).
    Saluti

  9. “Tutto si sta risolvendo” ah davvero?? Una volta si poteva intervenire nel sito di IV liberamente, ora sotto moderazione; poco male se gli interventi non fossero tutti censurati immeritatamente…il sito è morto e le uniche persone che lo rendevano vivo e stimolante con discussioni ed aggiornamenti (i commenti erano spesso e volentieri migliori per contenuti e consigli degli stessi articoli) sono state presumo allontanate. Se è questa la considerazione per i sostenitori e l’indipendenza volete farla da soli, auguroni e figli maschi!

  10. Kax, devo dire che ho usato la metafora dei tre moschettieri e di D’Artagnan circa vent’anni fa o poco piu’. Poi ripescata ogni tanto.

    E concordo col -tutti per uno e uno per tutti-. pero’ io li avevo accostati (i quattro) alla cgil, cisl, uil e confindustria.

    Appunto: tre moschettieri e D’Artagnan uniti per difendere il REgime di quel tempo. Credo continui.

    Fece anche un po’ di successo, a dire il vero, tra i lavoratori.

    E va ben messa sui nostri problemi perche’, come lo ho da sempre sostenuto, se non ci si unisce, come parte l’articolo, non ne usciremo.

    Basti pensare analizzando i risultati dei “miei” quattro moschettieri per capire come agire: diversi ma UNITI per salvare il REgime.

    Poi tutto il resto vien da se. Come si fa quando si cade in acqua: si nuota per rimanere a GALLA E MAGARI USCIRNE.

    Il resto, altrimenti, e’ tutto INUTILE..!!!

    Meditiamo…

    • L’ultima volta che l’ho scritto era in questa occasione:

      “Dopo Lega, quante generazioni per ricostruire il Nord?”

      Giuseppe 30 Maggio 2013 at 7:57 pm #
      omissis

      Reply
      luigi bandiera
      30 Maggio 2013 at 9:23 pm #
      omissis

  11. Le guerre sono paradossali: si fanno dichiaratamente per fame ma di fatto non vengono concluse fino a quando la fame non arriva sul serio.

    E’ evidente che la fame non è ancora arrivata per le prime donne di partiti e partitucoli come per la gente comune, ergo c’è ancora tanto spazio per il cazzeggio selvaggio

  12. Bravo Paolo. E’ la seconda volta in pochi giorni che devo esprimerti le mie congratulazioni per il tuo pensiero.Nel tuo intervento della settimana scorsa “Urge il Polo Indipendentista” e nell’articolo di oggi, anche se probabilmente non è questa la tua intenzione, ci stai dando suggerimenti degni di ogni rispetto, anche se a volte purtroppo la pancia val più della ragione.

  13. Paolo, non ti conosco, ma degli ultimi tuoi articoli hai conquistato tutta la mia stima. Sempre positivo, umile e propositivo per il bene comune del nostro veneto. Mi complimento, ci vorrebbero molte più persone come te.

    • Grazie. Purtroppo le buone intenzioni spesso non sono sufficienti a risolvere i problemi, se dall’altra parte questi vengono interpretati come ostacoli invalicabili.Buona giornata…e speriamo bene!

  14. tutto si sta risolvendo… il problemi sono sorti a causa dei personalismi di pochi che credono che I.V. sia loro proprietà… IV è dei soci;
    sono una manciata di persone…. tutti gli altri sanno dove stare e continuano il loro lavoro sul territorio.
    le mele marce cadono da sole…

  15. questo appello oggi non ha senso. andava fatto poco dopo il ‘caos’ del duro annuncio di presa-distanza da plebiscito2013 sul sito indipendenzaveneta.

    tanto piu che nel ex-sito di iv , che da un mese era congelato, oggi sbandiera il banner o logo che sia di plebiscito.

    è sparito il partito iv per lasciar posto a plebiscito2013?

    comunque la strada per l indipendenza è ancora lunga e ripida

  16. Come gavemo purtropo senpre dito, in Veneto, ne manca el General da Mar. Uno co’ i cojoni ch’el gabia nel cuor solo & soltanto l’hamor dela so Patria Marciana e del so Popolo anca co’ vita. WSM

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