Indipendenza Veneta: I catalani, schiavi come noi

 

catalani2di MASSIMO VIDORI – Ho sempre guardato alla Catalunya come ad un punto cardinale del percorso indipendentista che perseguo per il Veneto: democratico, pacifico e legale. Il punto è che l’ho sempre fatto per trarre suggerimenti politici e motivazione ispirata. Mai avrei pensato potesse diventare la cartina al tornasole dell’intero sistema dentro il quale viviamo e “detto democratico”.

Purtroppo la partita del diritto applicato si è orientata sullo scontro tra il diritto teorico ed il diritto reale. Le sapienti mosse di Puigdemont  stanno stressando il sistema con le uniche armi che i Catalani hanno deciso di utilizzare: quelle scritte dal sistema che si trovano a combattere, ma dentro il quale pretendono di restare. Si badi, questo passaggio è cruciale perché l’obiettivo della Catalunya diventa così “gioco-forza” quello di cambiare il sistema dall’interno!

Noi viviamo in un sistema, quello italiano, che ha già dichiarato attraverso un magistrato, che “Auspicare l’indipendenza è da considerarsi eversione”… Auspicare!

Noi viviamo in un sistema, quello italiano, che ha richiesto 5 anni di reclusione e 324.000euro di danni ad un padre di famiglia che difendeva casa sua da un assalto notturno di ladri: Walter Onichini!! Noi viviamo quindi in un sistema, quello italiano ed europeo, che non esiterà a carcerare ed a violare chiunque ne metta in discussione la legittimità. Dietro la maschera della legalità, non esiterà un solo istante a giudicare e punire chi LEGITTIMAMENTE, ma spesso anche LEGALMENTE (sulla base di trattati sottoscritti dagli interessati), rivendichi una diversa lettura delle regole.

Uscire dal pensiero unico non è solo faticoso, per chi decida di guardare al mondo con occhi suoi, ma è diventato chiaramente pericoloso. E questo fa di chiunque uno schiavo a tutti gli effetti.

 

*Massimo Vidori, Canton Dolomiti, Indipendenza Veneta

 

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