Indipendenza Veneta: Belluno e Dolomiti, perché l’area vasta non diventi area devastata

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di MASSIMO VIDORI* – Presidenza e vice-presidenza della provincia di Belluno assieme ad altri 9 colleghi Sindaci nonostante quanto si è detto agli Stati Generali di Belluno-Dolomiti, puntano sulla fiducia ad un sistema che ci ha spiumato negli ultimi decenni: non la destra, non la sinistra, ma l’Italia.

Puntare tutto sul cambiamento, con la sola garanzia di mezza prima riga del comma 4 dell’articolo 40 del disegno di legge sulla riforma costituzionale (cit …tenuto conto anche delle aree montane…) pare un azzardo. Non solo i contenuti, ma anche la qualità dei giocatori non hanno creato dei precedenti credibili.

Indipendenza Veneta aderisce ad un comitato per il NO (Scelgo il Veneto) perché non può concettualmente accettare la “clausola di supremazia nazionale” che tutto domina, contenuta nella riforma costituzionale. Riforma proposta da un parlamento illegittimo (vedi Porcellum) giudicato tale dalla Corte Costituzionale, della quale faceva parte Sergio Mattarella, prima che il medesimo parlamento lo eleggesse presidente della Repubblica.

Questa riforma è all’insegna di un centralismo disperato e delegittimato. Per evitare che si attivino strumenti potenti in mano ad un sistema di cui non c’è da fidarsi riteniamo fondamentale votare NO al prossimo referendum costituzionale, più che mai per Belluno-Dolomiti. Il tempo per cambiare idea c’è: parliamone.

 

*Massimo Vidori, 1° Consigliere Nazionale Indipendenza Veneta                        

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