INDIPENDENZA, LA STRADA NON PASSA DALLE ELEZIONI ITALICHE

di SANDRO MIGOTTO

Finalmente  la buriana delle amministrative 2012 e’ passata. Non scrivo per analizzare il voto. Non mi interessa. Io sono un indipendentista Veneto. Non ho nulla a che spartire con votazioni italiane. In Veneto, un solo movimento indipendentista ha pensato bene di presentare in qualche Comune liste, con risultati pressoche’ scadenti. Checche’ se ne dica. Tanto e’ vero che neanche i giornali locali (dal Gazzettino di Venezia alla Nuova Venezia) danno risalto a questa pessima performance elettorale, seppur da tempo danno ampiamente spazio a qualche movimento indipendentista.

Ritorno alla prima frase di questa mia, ovvero non capisco cosa centra l’indipendenza del Veneto (unica cosa che mi interessa) con elezioni amministrative italiane. Parto da una (delle poche) convinzioni che ho, ovvero che questo Stato, l’Italia e’ irriformabile; i Comuni versano in condizioni economicamente disperate e non vi e’ alcuna prospettiva che le cose migliorino  anzi temo sara’ sempre peggio. Per Cultura, storia ed appartenenza guardo sempre e solo a chi sta meglio e non a chi sta peggio di noi e parlo altresi’ solo di cose che conosco. Faccio l’esempio. Vado in vacanza in estate e qualche volta in inverno in Carinzia (Villach, Klagenfurt, Velden, Eggs am see, etc..) da quasi venti anni. Oltre alla bellezza dei posti,(e le montagne venete hanno posti di bellezza superiore…) ho avuto modo di capire come vivono. Potrei citarvi la Provincia autonoma di Bozen (Sud Tirol), dove le tasse che producono dal loro lavoro giustamente rimangono in quel territorio. Ma loro hanno sia ragione da vendere in quanto di fatto non italiani, che le palle, in quanto sanno perfettamente come far valere i propri diritti.

Sull’Indipendenza e’ stato pubblicato un bel articolo sulla Carinzia, che spiega i benefit che hanno i residenti carinziani. Se avete voglia, comparate il PIL del Veneto e se volete esagerare, del Triveneto; e’ nettamente superiore al PIL della Carinzia.  Potremmo vivere veramente bene, ma per farlo bisogna necessariamente, per la nostra sopravvivenza essere indipendenti. Stop al parassitismo statale, stop, all’unita’ di uno stato che non e’ mai stato nazione, stop a tassazioni che in realta’ si chiamano correttamente vessazioni (con un Socio al 60% che non fa un cazzo e rompe pure i coglioni).

Ritorno all’oggetto del ragionamento. Ovvero cosa centrano le amministrative italiane con l’indipendenza. Potrebbero dire: con i Sindaci che conquisteremo, tra venti anni quando qua l’erba sara’ alta due metri e tutti saranno falliti, emigrati o suicidi, come propone chi presenta liste alle elezioni amministrative, chiederemo per piacere a Roma che vive sui nostri sacrifici di farci la carita’. No cari signori. Noi la liberta’ ce la dobbiamo conquistare attraverso l’opera di convinzione della nostra gente, attraverso un progetto credibile che parta dal basso, ovvero i comitati cittadini. Loro e solo loro metteranno le con spalle al muro gli amministratori locali, che altro non sono Funzionari dello Stato (ecco perche’ nulla ho a che spartire con chi si dichiara indipendentista e poi, se anche vincesse altro non e’ che un controllore per conto e nome dello Stato a casa mia) nonche’ agli amministratori provinciali e regionali. Esiste la via legale e democratica per essere indipendente, tale strada nasce con la creazione, ognuno di noi facendo un passo indietro con la massima umilta’ ma con la forza dell’idea,  di un grande movimento indipendentista, che agisca a livello culturale, politico e soprattutto propositivo di un progetto. Spero questo possa nascere a Jesolo tra qualche settimana. Oltre a questo, purtroppo non rimarrebbe altro, e non me lo auspico di certo, che la rivoluzione armata.

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