Indipendenza, i friulani puntano a fare il referendum a Ottobre

di REDAZIONE

Dopo la risonanza del referendum digitale veneto, anche i friulani han deciso di percorrere la loro strada verso l’indipendenza, ma in solitudine. Scrive il Messaggero veneto: “Cultura, storia, identità. Lo spiega con molta chiarezza Gianni Sartor, tra i primi ad aver aderito al comitato referendario per l’indipendenza. Prima ci tiene a fare qualche precisazione. «Non sono assolutamente un ex leghista e nemmeno un veneto trapiantato in Friuli, visto che già dal 1500 la mia famiglia risiedeva tra Zoppola e San Giorgio della Richinvelda. Inoltre – dice Sartor – io non ho mai parlato di fare un grande progetto con il Veneto. Il concetto fondamentale è che con questo referendum vogliamo capire che cosa pensa la gente»”.

“Di bessoi” insomma, da soli in lingua franca italiana. Secondo gli indipendentisti friulani serve un cambio di passo. Ma nel rispetto dell’identità culturale della loro regione. Non c’è più tempo dicono e le scadenze sarebbero già state fissate. A ottobre il referendum. Ancora dal Messaggero: “Fino ad allora dovrà essere realizzata la piattaforma digitale per consentire le consultazioni on line e avviare un’azione capillare di informazione attraverso la consegna di un milione di tessere con il codice per accedere in rete e votare. Massima trasparenza, insomma. I numeri devono essere precisi. Saranno organizzati gazebo, incontri, si scenderà in piazza, fra la gente per spiegare quali sono le motivazioni che hanno spinto il comitato”.

Il primo appuntamento per discutere dell’argomento è stato a Codroipo. Ora servono i volontari e, soprattutto, le risorse economiche. “Per questo gli indipendentisti cercheranno sponsor, faranno una colletta o si autotasseranno. Il programma è chiaro. Si punta a coinvolgere tutta la popolazione del Friuli. Nessuna brutta copia rispetto al Veneto. «Quando hanno fatto le loro manifestazioni non ci hanno mica interpellato…» viene sottolineato all’interno del comitato. Si tirano su le maniche gli indipendentisti. E si dicono pronti a scendere in campo per il referendum di ottobre. Stiamo a vedere.

 

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4 Comments

  1. Massimo rispetto per i furlani e per ogni decisione che vorranno prendere; ma continuo a non capire l’astio anti-veneto di almeno meta’ dei furlanisti. Mentre posso assicurare che in Veneto non c’e’ assolutamente nessun odio anti-furlano (anzi saremmo ben contenti di restare insieme) ne’ alcuna intenzione di “colonizzare” le terre furlane: forse si continuano a confondere Venezia (matrigna anche per Padova e Verona) e Veneto.

  2. Rispetto per i veri friulani, ma grande delusione che i friulani hanno votato la romana Serracchiani cui braccio destro del governo centrale, Sentite cosa ha risposto al sindaco indipendentista in ultima trasmissione Piazzapultina su LA7! Serracchiani e’ in realta la mano dell’occupante stato italiano!!

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