In Trentino i sindacati dalla parte dell’autonomia. E nel resto d’Italia?

Lunedì primo appuntamento promosso da Cgil, Cisl e Uil del Trentino per il cinquantenario del secondo statuto di autonomia. “Un punto d’arrivo importante per il Trentino e l’Alto Adige, ma anche un punto di partenza per costruire un’autonomia concreta che ha inciso nella crescita economica, sociale e culturale della nostra comunità – precisano i segretari confederali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Un percorso lungo mezzo secolo a cui hanno contribuito anche sindacati e lavoratori. Senza il loro contributo il Trentino non si sarebbe dotato di strumenti innovativi di politica industriale e di welfare territoriale come Agenzia del lavoro, il ‘Progettone’, la mobilità e gli assegni familiari regionali, il reddito di garanzia, la sanità integrativa. Strumenti frutto di un percorso rivendicativo fatto di lotte e di concertazione che ha conosciuto pochi eguali a livello nazionale e che ha permesso di rafforzare la coesione e lo sviluppo socioeconomico della comunità trentina”.

Il punto di partenza, per i sindacati, per realizzare un percorso storico-formativo sul dibattito e sull’apporto che le organizzazioni sindacali hanno fornito allo sviluppo dell’autonomia. Partner scientifico del progetto è la Fondazione Museo storico del Trentino. Prima iniziativa del percorso, il convegno ‘Più giusta, più equa, più solidale. Il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori all’autonomia trentina’ in programma lunedì nella sede della Cisl. Per i sindacati “l’anniversario non è solo un’occasione per ricordare, ma deve essere anche un’opportunità per costruire una maggiore consapevolezza dell’importanza, delle ricadute, dello sviluppo sociale ed economico, ma anche della responsabilità che l’autonomia conferisce agli attori sociali locali. Riteniamo che questa occasione debba servire soprattutto a costruire una maggiore consapevolezza del fatto che le scelte politiche ricadono pesantemente sul modello di sviluppo sociale ed economico del nostro territorio – aggiungono i segretari -. Per questo il governo e la politica non possono limitarsi all’autosufficienza, ma la capacità di governo dell’autonomia deve necessariamente, e sempre più, confrontarsi con gli attori e le rappresentanze sociali locali”.

Fin qui, in Trentino. Ma nel resto d’Italia come la pensano i sindacati?

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