In Germania la polizia uccide chi minaccia col machete. E altrove?

di DISCANTABAUCHImachete

Su Kabobo è stata scritta una letteratura vasta forse più che sulla Divina Commedia. Innocentisti, colpevolisti, giustizialisti o, più semplicemente, cittadini con sete di giustizia. Il buonismo ha imperversato non per mesi, ma per anni. E’ stato scandagliato il passato di questo giovane omicida dal machete facile. Ci si è interrogati se come e perché fosse ancora in giro nonostante il carattere poco incline alla pace. Insomma, un dibattito molto italiano. L’altro giorno, altro giro, altro regalo, a Jesi. Un altro episodio con altro panico e terrore e il timore di un dramma più grande del precedente milanese.

Ma all’estero? Già, che succede ad esempio in Germania? La stampa italiana ha taciuto su un fatto di sangue che si è consumato a Colonia nell’inverno scorso, riportato dalla Bild. Scena quasi simile: uno straniero minaccia una donna, in casa. La polizia interviene, e spara. E ammazza l’immigrato con sete di sangue.  “Era malato di mente”, spiegherà poi la polizia. Nessuna polemica, nessun conflitto sociale sul recupero o meno del potenziale sanguinario che minacciava la vita della sua vittima predestinata.

Nessun processo alla polizia per la rapidità con cui risolse il non facile problema. Ma la Germania è un altro mondo, lì è la giustizia che va di machete.

 

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