In Egitto è l’inferno. El Baradei dimesso, c’è il coprifuoco

di REDAZIONE

In Egitto e’ l’inferno. Il vice presidente ad interim, Mohammad ElBaradei, ha annunciato le proprie dimissioni dopo le violenze scoppiate al Cairo. Lo ha comunicato con una lettera inviata al presidente Adli Mansour. ”Presento le dimissioni dalla carica di vicepresidente e chiedo a Dio l’altissimo che preservi il nostro caro Egitto da tutto il male, e che soddisfi le speranze e le aspirazioni del popolo”, ha scritto il premio Nobel per la pace. ”E’ diventato troppo difficile continuare a mantenere la responsabilita’ di decisioni che non condivido e di cui temo le conseguenze”. Le dimissioni sono arrivate dopo le operazioni di sgombero avviate dall’esercito e costate la vita a 149 persone. Sarebbero invece 1.403 i feriti secondo i dati ufficiali diffusi dal ministero della Salute. Un corrispondente dell’Afp ha detto di aver contato 124 vittime in alcuni obitori da campo allestiti nei pressi di piazza Rabaa. I Fratelli Musulmani parlano di almeno 500 vittime, ma e’ impossibile verificare la notizia in modo indipendente.

STATO DI EMERGENZA E COPRIFUOCO. Nel bel mezzo di una giornata di fuoco, il governo egiziano, sostenuto dai vertici militari, ha dichiarato lo stato di emergenza per almeno un mese, lasciando intendere interventi ancora piu’ drastici per ristabilire la calma nel Paese. A cominciare dal coprifuoco, scattato a partire dalle 19:00 di mercoledi, fino alle 6:00 del mattino seguente. Gli Stati Uniti hanno diramato un comunicato nel quale hanno ribadito la propria apposizione ai provvedimenti assunti dall’esecutivo.

MORTI 2 GIORNALISTI. Il bilancio delle vittime conta anche un cameraman di Sky News Arabia, Mick Deane, di circa 60 anni, e una giovane reporter di Xpress, del gruppo emiratino Gulf news, Habiba Ahmed Abd Elaziz, 26 anni. Entrambi sarebbero morti dopo essere stati colpiti da un proiettile.

TRE CHIESE INCENDIATE – In alcune citta’ del Paese sono state assaltate e incendiate tre chiese, in particolare nelle localita’ di Sohag, Minya e Suez. La congregazione dei Comboniani al Cairo ha stabilito la chiusura di diversi luoghi di culto nel timore di nuovi attacchi. ”Anche noi cattolici oggi, come copti e protestanti, abbiamo preferito tenere chiuse le chiese e i luoghi di culto, per evitare incidenti”, ha raccontato padre Paul Annis all’agenzia Misna, in una delle giornate piu’ drammatiche per il Paese.

MINISTRO BONINO. ”Sono profondamente addolorata per quanto sta avvenendo in Egitto e per la perdita di vite umane. Avevo espresso l’auspicio che le piazze dei sit in si svuotassero grazie al raggiungimento di un accordo tra le parti, e non con l’intervento delle forze di polizia che non aiuta la ricerca di una soluzione alla crisi politica”, ha affermato la titolare della Farnesina, Emma Bonino. ”Mi rivolgo a tutte le forze in campo in Egitto – ha poi aggiunto – affinche’ facciano tutto quanto in loro potere per fermare immediatamente la violenza esplosa nel Paese ed evitare un bagno di sangue”. ITALIANI, VIA DAGLI ASSEMBRAMENTI. L’Ambasciata d’Italia al Cairo ha invitato i connazionali in Egitto a tenersi lontani dagli assembramenti e ”sconsigliato i viaggi nel Paese con destinazioni diverse dai resorts situati nelle localita’ turistiche del Mar Rosso (Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Berenice e Hurghada) ed in quelle della costa nord (Marsa Matrouh, El Alamein), dove al momento non si registrano elementi di criticità”.

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3 Comments

  1. Sono affaracci loro.
    Per quanto mi riguarda l’egitto può sparire in una voragine , anche questo pomeriggio alle 15.00.
    E si può portare dietro tutti i paesi confinanti.

  2. Non una parola in difesa delle altre religioni di cui i fratelli musulmani bruciano i luoghi di culto(per il momento).La Bonino si dimostra quella che è !!

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