In difesa di Nicole Minetti, s’è fatta un mazzo tanto!

di TONTOLO

Povera Nicole Minetti. Un lungo apprendistato alla corte di Silvio, quanti compiti ingrati le sono stati affidati. Diciamolo pure: si è fatta il mazzo per arrivare in consiglio regionale. Ed oggi la vogliono liquidare come se non fosse mai esistita. Piccolo errore di percorso di un imperatore che pensava il popolo gli passasse tutto, invece ha scoperto che l’affetto della plebe va riconquistato. E quale il primo passo? Eliminare il simbolo di quel vizietto che lo ha ridicolizzato in tutto il mondo.

Paradossalmente re Silvio vuole rifarsi una “verginità” sulla sua pelle, quando tutto evoca tranne la verginità (politica, intendo).
E magari c’è chi pensa che finalmente Silvio abbia fatto la mossa giusta. Sbagliato. E qui adesso voglio fare incazzare tutti. Ma me ne frego. Perché dirò esattamente quello che penso. Nicole Minetti deve restare al suo posto. Fino alla fine del mandato. Per una serie di motivi.

Primo
Lei rappresenta ciò che è stato il berlusconismo nella sua ultima fase. Ed è bene che nessuno se lo dimentichi.

Secondo
Il berlusconismo, fin dalla nascita delle sue televisioni, ha costruito un modello di società superficiale e consumistico, dove l’apparire è stato sostituito all’essere. E all’interno di questo sistema, ha anche dipinto la sua idea di donna, fornendola alla società, e alle nuove generazioni (e la Minetti, classe ’85, fa parte di queste nuove generazioni), a partire da programmi come “Non è la Rai”. Un’idea che rappresenta un modello chiaro e preciso: la donna scosciata, piacente e subalterna all’uomo.

Terzo
Possono essere eticamente discutibili le modalità, e io non le condivido, ma la Minetti quel posto se l’è guadagnato. Si è fatta il culo alla corte di Silvio. E non facciamo i bigotti: sappiamo bene che metodi del genere sono in voga anche a sinistra.

Quarto
Meglio la Minetti di una radical chic, disponibile in privato per fare carriera dandosi al potente di turno e bigotta in pubblico.

Quinto
Non ha mai detto di essere una santa. Piccolo elogio dell’onestà.

Sesto
Non è figlia d’arte, stile Trota o altre decine di esempi in Italia, quindi la “spintarella” se l’è guadagnata. Senza gavetta di partito. Ma da quando il Pdl è un partito?

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