In bilico alleanza Lega-Forza Italia. Che fa sapere: pronti a rompere

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Salvini deve dar prova di voler essere il leader del centrodestra. Vedremo quel che accadrà già con l’elezione del presidente del Senato. Se giocasse in proprio, si renderebbe protagonista di una rottura che non resterebbe priva di conseguenze. Ma non accadrà”. Lo afferma, in una intervista a Repubblica, l’ex presidente del Senato Renato Schifani, difendendo la candidatura di Paolo Romani a Palazzo Madama. “Non accettiamo veti su vicende superate e penalmente quasi irrilevanti, per di più ancora sub iudice, dalle quali emerge la totale assenza di dolo. La figura di Romani è di tutto rispetto. Resta il nostro candidato”, sottolinea Schifani. “Come mai Di Maio nel bel mezzo di un sabato pomeriggio lancia questa fatwa contro chi è condannato e indagato? Qualcosa non torna”, aggiunge. “L’obiettivo di Berlusconi è dare governabilità al Paese, con la coalizione e il programma che hanno vinto” e “se ci sarà un chiaro richiamo del presidente Mattarella, nell’interesse del Paese, saremo responsabili. Se il Pd dovesse condividere la nostra base programmatica, si potrebbe pensare a un suo sostegno. Magari esterno, limitato a provvedimenti ben definiti”. No, poi, a un governo Lega-M5s anche solo per cambiare la legge elettorale perchè “i nostri programmi sono contrapposti. Per modificare le regole del gioco poi servono commissioni parlamentari permanenti, un governo in carica, un iter parlamentare articolato. Occorrono mesi. Non basta la fretta di qualcuno”.
Infine, in merito alle voci che vogliono Maroni come possibile nome per la guida di un nuovo governo, l’ex Presidente della Regione Lombardia risponde: “Spero proprio di no, ce ne sono tanti in grandi di governare, spero si rivolgano altrove”.
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