In attesa che il Tar bocci anche la benedizione pasquale

di MARCELLO RICCIpasque

La dobbiamo conoscere e non dimenticare l’insegnante pasdaran dell’ateismo, postai alla testa di ubn gruppetto di antireligiosi che ha proposto ricorso al Tar per bloccare una delibera del consiglio di un istituto di Bologna che, a stragrande maggioranza, ha autorizzato la benedizione pasquale.

Il “danno” sarebbe grave e irreparabile tanto da richiedere la sospensiva in attesa del giudizio di merito.
A parte le ovvie origini cristiane di questa civiltà, a cui l’insegnante non appartiene, ebbene, proprio lei stessa non si è posta la domanda se l’educazione delle famiglie che frequentano la chiesa, che pregano, in contrasto con una scuola agnostica possa essere causa di incertezze e dilemmi in giovani che nell’età evolutiva non traggono profitto da dilemmi e contrasti.

La benedizione pasquale per i credenti è importante, mentre gli atei possono considerarla un rito senza particolare significato, comunque per loro non nocivo. I giovani hanno bisogno di credere, poi da adulti potranno dubitare, discutere, essere scettici, il loro libero arbitrio è anche libertà delle coscienze. La Chiesa ha avuto comportamenti opinabili, ha chiesto scusa, ma questo non deve essere motivo per trasferire le colpe degli uomini su Dio. Né portare a criminalizzare il rito della benedizione pasquale. La Pasqua arriva per tutti, anche per la pasdaran del Tar.

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