Imu, le prediche insensate della pidiellina Prestigiacomo

di CLAUDIO ROMITI

Nel corso dell’ultima puntata di Ballarò la piediellina Stefania Prestigiacomo ha ribadito con forza l’esigenza di eliminare l’Imu sulla prima casa. Ovviamente costei, al pari di tanti suoi compagni di partito, si è guardata bene dal dire che la sua proposta si basa sostanzialmente sull’esigenza politica di dimostrare, essenzialmente sul piano simbolico, al suo elettorato di riferimento che solo il Pdl è in grado di tagliare le tasse. Tant’è vero che, a sostegno della soppressione dell’odiosa patrimoniale, la stessa Prestigiacomo ha rispolverato una classica argomentazione: non è giusto colpire un bene come la casa, dato che quest’ultima nella generalità dei casi è stata acquistata con i risparmi derivanti da redditi già soggetti a imposizione fiscale.  Ma evidentemente l’ex ministro berlusconiano dell’Ambiente finge di ignorare che l’intero sistema estorsivo italiota tassa e ritassa all’infinito i medesimi redditi e le medesime proprietà.

Basta osservare  ciò che i vampiri del fisco riescono a fare sui risparmi depositati o investiti – tra bolli, bollini e capital gain – per rendersi conto di quanto l’Imu sulla prima casa rappresenti solo la punta di un iceberg.  Non parliamo poi dei mezzi di trasporto privati, includendo barche e arei. Basta possedere un catorcio su gomma, o addirittura solo una targa non fatta cancellare dal Pra, per subire all’infinito ogni forma di prelievo. E le tasse sulle tasse delle bollette energetiche (che la ministra non ha mai abolito)?

A questo proposito, se la “libberale” Prestigiacomo fosse coerente fino in fondo con la linea sempre disattesa del suo partito sul fronte delle tasse, dovrebbe avere il coraggio di denunciare la barbarie di un sistema fiscale che, sempre più, tende a colpire indiscriminatamente ogni forma di proprietà privata, non solo l’abitazione principale.  E non c’è nulla di più moralmente riprovevole e, cosa ancora più seria, di economicamente sbagliato che prelevare risorse dal semplice possesso di beni da cui non deriva alcun reddito.  Ovviamente, ma questo la Prestigiacomo e soci si guardano bene dal dirlo, quando lo Stato ladro si trova alla canna del gas, dopo aver spremuto oltre ogni limite tollerabile le imprese ed i consumatori, le patrimoniali -più o meno occulte- rappresentano l’ultima spiaggia per la cialtronesca politica basata sul deficit-spending.

Una politica che  le truppe cammellate condotte dal Cavaliere di Arcore hanno perseguito con uno scrupolo ancor più esemplare rispetto alla tanto bistrattata sinistra di governo. Non a caso, proprio per continuare a tenere sotto il tappeto il problema nodale di una spesa pubblica da sempre fuori controllo, Berlusconi ed i suoi stanno proponendo di tagliare L’Imu, scongiurando il paventato aumento dell’aliquota massima dell’Iva, proprio in deficit, ossia facendo ricorso al buon cuore dei creditori interni ed esteri.  Questo non può che portare ad un ulteriore aumento del già colossale indebitamento pubblico. Indebitamento pubblico che, avendo già superato il 130% del Pil, costituisce una immensa patrimoniale posticipata che prima o poi l’intero Paese dovrà saldare attraverso un catastrofico default. Dato che nessuno nel Paese di Pulcinella sembra in grado di toccare la spesa corrente, con o senza Imu sulla prima casa, il fallimento irreversibile del sistema appare come l’unica soluzione possibile. Staremo a vedere.

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