Immigrati, ormai è invasione. E Alfano li “sistema” autoritariamente

di GIORGIO CALABRESI

Il flusso degli immigrati sulle coste italiche sta diventando una invasione, solo ieri ne sono sbarcati oltre 2 mila e anche i sindaci del Pd cominciano a perdere la pazienza. Coinvolgimento diretto della Ue; finanziamenti certi ai Comuni; attivazione dei posti per rifugiati non ancora messi a disposizione, che sono alcune centinaia; sveltimento delle procedure di riconoscimento di immigrati che non sono clandestini ma sono rifugiati. Queste le rivendicazioni che il sindaco di Modena Giorgio Pighi fa,  a nome dell’Anci, di cui è delegato nazionale Sicurezza, Immigrazione e Legalità. Due giorni fa aveva paventato il rischio del collasso del sistema, commentando l’arrivo nel Modenese di 25 nuovi migranti, ospitati a Fanano, nell’ambito dell’operazione di accoglienza nazionale ‘Mare Nostrum’. Ora spiega che l’operazione determina dal punto di vista della frontiera mediterranea due importanti conseguenze: «La prima è che il flusso ne risente e tende a aumentare, non solo perchè si introduce un elemento di protezione ma perchè, venendo gli immigrati raccolti in mare su navi militari, non vengono dirottati nei vari paesi cui proverebbero di accedere, ma entrano tutti nel sistema Italia. Loro stessi non è che che gradiscano questa cosa, magari hanno famiglie o gruppo etnici in altri paesi da raggiungere. E poi c’è la questione della clausola della Convenzione di Dublino: essa prevede che la procedura per il riconoscimento dello stato di rifugiati sia a carico del Paese in cui vengono individuati la prima volta. Per l’Italia è un peso, per loro è una complicazione che li penalizza. Non si può andare avanti così, la frontiera esterna è dell’Unione europea, non solo nostra».

Che fare? «Due sono le possibilità: una realizzabile subito. La Commissione europea potrebbe derogare alla Convenzione e consegnare i rifugiati ai paesi richiesti. La seconda riguarda gli oneri: bisogna che l’Unione se ne faccia carico». «Questo flusso crea all’Anci enormi problemi- dice ancora Pighi – Il ministero dell’Interno (Alfano) dice: ‘Ho mille profughi da sistemare e si muove in maniera quasi autoritativa, 50 a provincia. In questo modo, senza concertazione con Regioni e Comuni, ci mette in difficoltà. Pensi a un territorio come Modena che tra terremoti, alluvione e trombe d’aria sembra che succeda tutto lì. Bisogna che questo territorio vada tenuto libero, altrimenti si creano iniquità. Ciò mette in difficoltà il sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), basato su adesione volontaria da parte dei comuni con la mediazione delle regioni e con una gestione che fa capo all’Anci. Recentemente il sistema è stato potenziato fino a 20mila posti anno, che sono già stati superati e abbiamo appena finito aprile. È evidente che altri non possono entrare senza rischiare il collasso del sistema. L’accoglienza secondo l’Anci va divisa in due momenti: sbarco e fasi immediatamente successive, e poi costruire degli hub a livello regionale perchè questo consente di governare il fenomeno».

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Il 25 Aprile a Venezia, cronaca di una festa spiata

Articolo successivo

Salvini: alla stazione Centrale di Milano sembra di essere in Marocco