Immigrati: nelle scuole italiche ci sono 193 cittadinanze diverse

di CLAUDIO PREVOSTI

Nelle  scuole italiane «siedono ormai 193 cittadinanze diverse», ma ormai anche le comunità straniere soffrono gli effetti della crisi economica e «la quota di immigrati che lasciano l’Italia è aumentata del 18%». A rilevarlo è stato il presidente del Cnel, Antonio Marzano, in occasione della presentazione agli ambasciatori delle più importanti comunità straniere in Italia del Terzo Rapporto annuale sugli immigrati nel mercato del lavoro italiano. Marzano ha affermato che le comunità di immigrati più rappresentative, sono «i rumeni con 82mila ingressi, seguiti dai cinesi e dai marocchini con 20mila ingressi e dagli albanesi con 15mila ingressi». Marzano, inoltre, ha segnalato un calo fra gli immigrati peruviani, ucraini e moldavi, mentre, ha derto, sono in crescita gli ingressi di africani nel nostro Paese. «In 40 anni i flussi sono cambiati» ha osservato, spiegando che «prima si partiva dal sud verso il nord» mentre adesso «un terzo degli immigrati si muove dai paesi più ricchi verso i paesi emergenti. Tutti i paesi del mondo sono contemporaneamente aree di destinazione». «La realtà italiana si caratterizza per 4 milioni e mezzo di stranieri pari al 7,4% della popolazione complessiva. Il 12,7% di queste famiglie vive in una condizione di povertà». Anzi, ha aggiunto, «il rischio di povertà interessa la metà delle famiglie immigrate con un’incidenza più che doppia rispetto agli italiani». In base a tutto, ciò, ha concluso Marzano, «è importante continuare a parlare di immigrazione anche e soprattutto in questi momenti di crisi».

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