Immigrati: la Chiesa, cittadinanza ai minori nati in Italia

di REDAZIONE

Il diritto alla cittadinanza ai minori nati in Italia sia una priorita’ della nuova legislatura. E’ l’appello lanciato dall’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, nel giorno dell’Epifania del Signore, festa di tutti i popoli.  ”Questa festa – ha affermato nella sua omelia in Duomo il porporato – ci invita a considerare ogni popolo, e ogni uomo, una ricchezza per tutta l’umanita’. Operare e lavorare su questo – sottolinea – significa anche riconoscere a tutti quei diritti fondamentali, che sono propri di ogni persona umana e di ogni famiglia, superando discriminazioni, indifferenza, rifiuti preconcetti ed estraneita’ sia sul piano religioso che civile”.    Ecco perche’, aggiunge l’arcivescovo di Torino, ”mi auguro possa essere messo in agenda come prioritario nella nuova legislatura il diritto alla cittadinanza, a partire dai minori nati nel nostro Paese”.   Monsignor Nosiglia ha citato anche ”il diritto al lavoro, che in questo tempo di crisi sta diventando sempre piu’ precario o assente del tutto” e ”il diritto alla casa e alla salute”, che la costituzione italiana ”pone a fondamento del vivere civile del nostro popolo”.

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9 Comments

  1. ogni sacerdote kristiano romanista padano, kosì benevolo e karitatevole kon kuello d’altri, dia l’esempio in proprio ed akkolga a kasa sua ed a sue spese un immigrato scegliendoli tra i + miserabili… viep+ bemnemerito se lo sceglie tra kuelli usciti dal karcere e bisognoso del suo amore e kure (… e non guardi il sesso … se maskio, femmina o neutro -mix o bisex ke fosse- … xsino minorenne … komprenderemmo i suoi bisogni d’amore e necessità impellente di pratikare il bene al prossimo 😀 )

  2. Senti chi parla.
    Prova a chiedere la cittadinanza al Vaticano….
    Vai avanti tu che mi vien da ridere.
    Toghe rosse o toghe porpora , sempre toghe ipocrite sono.

  3. Io mi incazzo con chi, non facendo parte della comunità cristiana, si permette di sindacare l’operato del Papa e dei suoi ministri in cose che interessano solo la comunità dei fedeli, tipo il sacerdozio femminile, il matrimonio sacerdotale, la sacralità del matrimonio, del feto e della vita intesa come dono divino, …
    Mi incazzo e li invito a farsi gli affari loro.
    Quel vescovo, che, chiamandosi fuori, non paga le tasse allo stato italiano come gli altri cittadini ed auspica la concessione della cittadinanza a qualcuno che “non è ancora perfettamente integrato nella “cittadinanza” merita il mio invito a farsi gli affari propri.
    Gli immigrati devono essere accettati, se operosi, con gli stessi diritti degli aventi cittadinanza, ma quest’ultima è qualcosa che va guadagnata con anni di convivenza e sicuramente l’assegnazione non rientra nelle competenze di quel vescovo.
    Don Milani sosteneva che anche il Papa può essere criticato ché la sua infallibilità c’è solo quando parla ex catedra di argomenti di fede, ed a maggior ragione può essere criticato e contestato un qualsiasi vescovo.

  4. La Chiesa, per affrontare una mancanza di fedeli sempre più drammatica, tenta pateticamente di attirare immigrati con cui riempire le proprie parrocchie e i propri oratori. Meretricio: lo stai facendo bene (come da 2000 anni a questa parte, del resto).

  5. rieccoci al solito copione della campagna elettorale dai pulpiti…
    ipocrita per altro:
    1)dategli il passaporto del vaticano
    2)ma chi é il pazzo che lotta per avere la cittadinanza Itagliana?

    L´Unione Europea pone su un piano differente esseri umani nati all´interno del suo discutibile e imposto confine e nati fuori,,,
    La carta dei diritti dell´uomo dice tutt´altro…
    Peró al Leviatano UE han dato il premio Nobel per la pace…

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