/

Dopo l’inno da rifare, gli immigrati: via la croce dalla bandiera svizzera

di STEFANIA PIAZZOcroce svizzera

C’era anche da aspettarselo. Dopo il flop della Germania che in materia di politica immigratoria si trova a registrare due richieste di naturalizzazione ogni 100 stranieri aventi diritto al passaporto tedesco, ora tocca alla vicina Svizzera dimostrare che il politicamente corretto, quello che antepone l’esaltazione della diversità come fattore di condivisione e crescita sociale, di integrazione, soffra un momento di acuta crisi.

La notizia è che una associazione di immigrati in Svizzera, Secondo plus, ha lanciato una proposta, anzi, meglio, rivendica il diritto ad un fastidio: non piace, ai mussulmani, la croce bianca in campo rosso che contraddistingue la bandiera della Confederazione. Esattamente: via la croce, non appartiene alla cultura e alla storia degli ospiti in terra svizzera. Non è una barzelletta, non è una forzatura. Tanto che la testata svizzera http://www.aargauerzeitung.ch/ ha interpellato i propri lettori chiedendo che cosa ne pensino: la croce va tolta si o no?

La croce, siccome disturba chi non crede in Gesù o crede in altro, secondo l’associazione di immigrati, va tolta. La bandiera svizzera non corrisponderebbe più al paese multiculturale che oggi si presenta agli occhi dei cittadini e delle istituzioni. Dunque, via anche l’identità di un simbolo e il suo valore.

In altre parole, servono nuovi simboli in cui identificarsi rispetto  a quello attuale. E arriva dunque la proposta di cambiare insegna da parte degli immigrati di seconda generazione.

Mentre in Svizzera già bolle in pentola il cambio dell’inno nazionale, il salmo che loda il creato e dio assieme al territorio, perché ritenuto superato, ora arriva la seconda scossa: via anche la croce.

Il dato di fatto è che Germania, Svizzera e anche Belgio si stanno misurando con i problemi della seconda e terza generazione di stranieri. L’Italia è ferma al palo della prima e seconda generazione. Quel che sta accadendo fuori dai confini, questione di tempo, arriverà anche nello stato italiano, con l’aggravante del fattore doppia C, il cattocomunismo.

 

 

croce svizzera

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Il secondo porcellum. Emendamento Calderoli salva il governo fino al 2016

Articolo successivo

Ebola, lettera del ministero a Regioni, Capitanerie, forze ordine e Croce Rossa: infezione non impossibile