Immigrati: hanno sfondato quota 5 milioni. Il 64,3% è al Nord

di REDAZIONE

Hanno “sfondato” quota 5 milioni ma in un anno sono aumentati di appena 43 mila unita’. Una meta’ lavora, ma la crisi li colpisce duramente: hanno perso piu’ posti di lavoro e vedono aumentare il numero dei disoccupati piu’ dei loro colleghi italiani. Molti, scaduto il permesso di soggiorno e rimasti senza lavoro, sono dovuti tornare a casa. Al contempo pero’ aumentano i permessi di soggiorno di lungo periodo. E’ questo il pianeta immigrati che emerge dal Dossier statistico Caritas-Migrantes 2012.
A fine 2011 gli stranieri regolarmente presenti in Italia erano 5 milioni e 11 mila. Un milione e 300 mila comunitari. La religione prevalente è quella cristiana, e in particolare ortodossa. La maggior parte (63,4%) risiede al Nord (il 23,5% nella sola Lombardia), il 23,8% al Centro e solo il 12,8% al Sud. I più numerosi sono i romeni, seguiti dai marocchini, dagli albanesi e dagli ucraini (224 mila). L’Albania è  il primo paese per numero di studenti universitari.
L’aumento dei permessi di soggiorno di lungo periodo (52,1% del totale) attesta la tendenza all’inserimento stabile. A fronte di 231 mila visti per inserimento stabile in Italia rilasciati all’estero, nel 2011 sono scaduti, senza essere piu’ rinnovati, 262.688 permessi di soggiorno. Il motivo e’ quasi sempre la perdita del lavoro, senza il quale il permesso non viene rinnovato.
 2,5 MLN GLI OCCUPATI – Rappresentano un decimo dell’occupazione totale. Anche nel 2011 hanno perso il lavoro più degli italiani (-170.000 contro -75.000); allo stesso tempo, tra gli stranieri sono aumentati sia i disoccupati (310 mila) che il tasso di disoccupazione (12,1%, pari al 4% in più rispetto alla media degli italiani), mentre il tasso di attività è sceso al 70,9% (9,5% più che tra gli italiani). Sono concentrati nelle fasce più basse del mercato del lavoro: mentre fra gli italiani gli operai sono il 40%, la quota sale all’83% fra gli immigrati comunitari e al 90% tra quelli non comunitari. Sono oltre un milione, poi, gli stranieri iscritti ai sindacati.
Gli stranieri regolari lavorano non solo nel settore dell’assistenza familiare, dell’edilizia e dell’agricoltura ma anche in molti altri comparti, da quello marittimo al calcio: i calciatori stranieri sono 271 su un totale di 554, circa la metà. Consistente è anche il numero dei titolari d’azienda, aumentati di 21 mila unità e arrivati a quota 249 mila. Le rimesse dall’Italia, che erano leggermente diminuite nel 2010, sono tornate a crescere nel 2011 (7,4 miliardi di euro).
 Gli introiti che gli immigrati assicurano alle casse pubbliche sono più elevati  rispetto a quanto si spende per loro: il bilancio tra costi e benefici, per le casse dello Stato, derivanti dal lavoro degli immigrati, secondo le stime del dossier è positivo per 1,7 miliardi di euro.  Nel 2011 oltre 60mila persone sono sbarcate dal Nord Africa, ma sono state più di 2mila quelle inghiottite dal Mediterraneo, non tutte le persone hanno fruito di misure per l’integrazione e i permessi accordati nel 2011 attendono di essere rinnovati.

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