Il voto di primavera, il rinascimento lombardo riparte dai Comuni del Nord

di Fulvio Curioni – Le elezioni comunali 2021 si terranno , in primavera a data da destinarsi in ben 229 comuni della regione Lombardia. In sintesi 229 comuni su 1.506 comuni lombardi pari al 15,2%, due capoluoghi di provincia , Milano e Varese, 19 comuni superiori ai 15.000 abitanti e ben 210 comuni su 229 inferiori ai 15.000 abitanti, quindi, in tali piccoli comuni si rinnova il 91,7% dei comuni presenti nella nostra regione.

Questi dati debbono farci riflettere sul nsotro progetto politico, federale e del territorio poiche’ attualmente 31 comuni sono amministrati dal centro destra, 174 amministrati da liste civiche con eccezioni di qualche comune sopra i 15.000 e Varese con l’appoggio del PD, 23 comuni al centro sinistra ed uno ai 5stelle. Questa centrifuga di numeri, per nulla aridi, debbono  farci prendere coscienza di come il nostro movimento, Grande Nord, debba, necessariamente guardare al territorio e non a Roma. La rappresentanza parte dai comuni sotto i 15.000 abitanti  per arrivare i comuni sopra i 15.000 abitanti ed ai due capoluoghi di provincia. Questo è governare casa propria!

Mi spiego meglio, tradurre il federalismo significa promuovere politiche amministrative segnate da obiettivi di rilancio economico, ambientale, sociale, sanitario, culturale e turistico.

Un mix esplosivo in quanto ci troviamo di fronte ad un nuovo rinascimento lombardo da costruire in toto, condividendo quindi una lotta serrata da parte di questi piccoli comuni non meno dignitosa di quella vissuta dai comuni lombardi con il carroccio di medievale memoria, in quanto tali piccoli comuni restano l’ossatura sana della nostra regione, pronti quindi con loro ad eliminare patti di stabilità e impiego di risorse limitate alla mancanza di residui fiscali gravanti e penalizzanti soprattutto a tali livelli amministrativi.

Occorre, inoltre, presentare il programma politico  dialogando con i vari rappresentanti delle cosiddette liste civiche, ultimo argine di garanzia politica rimasto tra il cittadino e la istituzione rappresentata dalla figura del sindaco, al di là di ogni orientamento ideologico, terreno fertile quindi, per una politica federale e territoriale che dia linfa a tutta la nostra storia e che si ponga quale fonte ispiratrice amministrativa per una concreta gestione politica del teriitorio locale.

Nessuna illusione quindi, da proporre a questi 174 piccoli comuni che non gradiscono apparentamenti o strategie partitiche da riservarsi al restante 8,3% di comuni superiori ai 15.000 abitanti dell’intero pacchetto elettorale amministrativo venturo. Un monito quindi ed un augurio di fare bene e fare in fretta, poiché il biglietto da visita del nostro movimento non sbiadisca e nemmeno si rimpicciolisca dietro a false ideologie o soliti piccoli giochi di pseudo potere , bensì trovi il coraggio che gli appartiene, libero e forte, ma gentile in una rivoluzione federale capace di cambiare colore ai campanili, e sapore alle piccole comunità , di una vita qualitativamente degna di essere vissuta.

 

 

 

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