Il vento di libertà non è la fiamma sovranista!

di GIULIO ARRIGHINI – Ogni tanto vale la pena tornare su un vecchio e caro tema. Quello delle appartenenze. Sembra che ora il vento delle libertà sia il sovranismo, un sacerdozio che per alcuni partiti è diventato l’ultimo dogma per dire che l’Italia unita è meglio che federale. Tempo fa lo  chiamarono, arrivando da oltralpe,  “vento di libertà che arriva dalla Francia”. Una fiamma tricolore si stava imponendo con la signora Le Pen. Ovvero il primato dello statalismo, il tricolore, la lingua unica nazionale.

Una euroscettica alla quale non sarebbe dispiaciuto  cancellare la bandiera dei bretoni.

E in questo fronte, adesso, italico e francese, c’è dentro tutto e il suo contrario, ovvero pezzi di Carroccio, pezzi di Giovane Italia, di destra del Lazio, di finiani del Lazio e altro. Dobbiamo affidarci a queste belle speranze per sminare l’Europa dallo strapotere della burocrazia? Caspita.

Ma torniamo al vento di libertà sovranista, che è un po’ diverso dal vecchio glorioso vento del Nord. Come la pensano i sovranisti sul prossimo referendum catalano che preannuncia, in caso di estito positivo, la proclamazione della repubblica catalaa entro 48ore? O del referendum di Lombardia e Veneto sull’autonomia da Roma?

“Noi ci siamo e ci saremo, l’euro è una moneta criminale che ci affama”, era (lo è ancora?!) il grido di chi ribadisce l’alleanza del Carroccio con la destra francese, pur sapendo che uscire dall’euro è una via che nessuno tra chi fa impresa, soprattutto al nord, vuole seguire.

Forse il Nord merita un progetto politico diverso…

 

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Commissione parlamentare per il Federalismo fiscale. La presiede Giorgetti. Ci spiegate cose avete prodotto in 4 anni?

Articolo successivo

Caro giornalista, pensa e scrivi ma fallo in soffitta