Il vento di libertà è la fiamma tricolore

di GIULIO ARRIGHINI*

Qualcuno lo ha chiamato “vento di libertà che arriva dalla Francia”. Una fiamma tricolore. Dobbiamo quindi essere felici perché in Francia hanno vinto la signora Le Pen, lo statalismo, il tricolore, la lingua unica nazionale in persona? E dobbiamo essere contenti perché gli euroscettici hanno a capo chi brucerebbe volentieri la bandiera dei bretoni? Dobbiamo esultare perché in questo fronte, nazionale, italico e francese, c’è dentro tutto e il suo contrario, ovvero pezzi di Carroccio, pezzi di Giovane Italia, di destra del Lazio, di finiani del Lazio e altro che c’è sulla scena? Dobbiamo affidarci a queste belle speranze per sminare l’Europa dallo strapotere della burocrazia? Caspita. Poi però ci si può anche consolare con la salita sul carro macroregionale di quel vulcano di Beppe Grillo, il vero pirata capace di dirottare il consenso sui temi che un tempo erano di altri. Nulla è più inedito dell’edito. Quando soprattutto gli incapaci vendono per decenni il fumo.

Ma torniamo al vento di libertà, che è un po’ diverso dal vecchio glorioso vento del Nord. Gentile signora Le Pen, lei come avrebbe votato al referendum per l’indipendenza del Veneto? Come quello, magari che piacerebbe ai bretoni? E che ne pensa di quello magari per l’indipendenza della Lombardia? E come si porrà questo fronte euroscettico prossimamente davanti al popolo scozzese il 18 settembre e davanti a quello catalano il prossimo 9 novembre 2014 e ai loro rispettivi referendum per l’autodeterminazione? Amici per le poltrone, nemici per la secessione?

No, altro seppellirà il Nord. “Noi ci siamo e ci saremo, l’euro è una moneta criminale che ci affama”, è il grido di chi ribadisce l’alleanza della Padania con la destra francese, pur sapendo che uscire dall’euro è come credere alla dichiarazione di indipendenza della Padania del 1996. Ovvero una genialata politica ma oltre non si è mai andati.

E oltre il no euro cosa c’è in saccoccia a chi sventola i tricolori al nuovo vento che avanza dalla Francia?

No immigrazione. Un condivisibile e saggio adagio, che oramai però sta sulla bocca di tanti, se non di tutti. Anzi, a dire il vero, Forza Nuova e il Movimento Base Italia stanno raccogliendo le firme per il referendum per l’uscita dalla moneta unica. E si tratta dell’unica realtà politica, che nulla ha a che fare con il mondo dell’indipendentismo, ad avere sfondato il muro della Cassazione. Zitti zitti, senza un parlamentare e un posto di potere, hanno il bandolo della matassa in mano. Pensa te.

No euro, no immigrazione, i due totem comunque sono sempre quelli. E allora che differenza passa tra Grillo, che sta facendo propri questi temi, piuttosto che Forza Nuova  o la Lega alleata della destra nel Lazio e con la Le Pen in Francia? Come nei giochi enigmistici, “trova la differenza” è la prova per l’elettore.

In questo momento chi si presenta  alle europee come indipendentista marciando su Roma è in realtà pronto a fagocitare qualsiasi spinta indipendentista e a tenerla buona dentro il quorum per avere degli eletti, funzionale come non mai al sistema. Meglio tenere sotto controllo l’incazzatura della gente piuttosto che far sparire una forza politica dal quadro istituzionale. Sarà una battaglia come quella tra Davide e Golia.

*Segretario Indipendenza Lombarda

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